20 dicembre 2005

Blog con dedica ad Anna Frank e Ayn Rand

Perchè si tratta di due grandi donne, due vite spezzate da due terrificanti inverni della nostra storia umana e disumana. Anna Frank credo che sia popolare nel nostro Paese anche tra i giovani d’oggi ma di certo lo é molto tra gli attuali cinquantenni. La sua vicenda di ragazzina ebrea vittima della follia nazista é stata letta persino sui i banchi di scuola e il film tratto dal suo diario viene ancora, se pur di rado, trasmesso in qualche televisione pubblica o privata. Nulla o quasi invece si sa di Ayn Rand, scampata alla morte fisica ma non a quella spirituale sotto il regime comunista sovietico. In periodi e in Paesi diversi Anna e Ayn sono state donne-adolescenti testimoni e vittime di due fanatismi ideologici che si sono macchiati dei più grandi crimini contro l’umanità. Ciò che ne fa, per me, un’unica figura luminosa é non aver permesso alla brutalità che le lambiva e minacciava di scalfire il loro “aristocratico” orgoglio e l’alto senso di inviolabilità della loro dignità. Questi sentimenti hanno fatto sì che Anna rinascesse al mondo dopo essere morta in un lager e ad Ayn di rivivere negli USA dopo essere morta come russa. Nel leggere “Il diario di Anna Frank” e “Noi vivi” (l'autobiografia di Ayn Rand) ho provato spesso il dolore lancinante da asfissia di chi viene perseguitato e segregato da una dittatura come fu quella nazista o come quella comunista ancora incredibilmente e tragicamentediffusa, nonostante tutto. Anna, con la sua famiglia, nella speranza della liberazione alleata vicina, fu costretta a nascondersi in un “retrocasa”. Ayn fu costretta a nascondere il proprio cuore e le proprie idee anticomuniste, solo sorretta dalla speranza di fuggire dall’allora ribattezzata Pietroburgo. Queste due donne, aiutate unicamente dalla fiducia in se stesse, non cedettero mai alla disperazione. Di Anna Frank ci rimane uno straordinario diario e la sua storia emblematica di ebrea perseguitata dai nazisti, di Ayn Rand ci rimane molto di più e non stupisca se nel Paese del socialismo reale come é sempre stata l’Italia, dove i dissidenti del regime sovietico venivano tenuti alla larga dai media, non sia mai stato stampato un suo libro di filosofia liberale. Solo “Noi vivi”, nonostante la semiclandestinità, fu stampato e rieditato parecchie volte. Ayn é vissuta fino all’82 e negli USA é stata conosciuta e apprezzata per le sue teorie sull’individualismo e l’oggettivismo, i suoi saggi sono sempre stati dei successi editoriali. Una donna, insomma da conoscere e da studiare. Per molti le sue idee potrebbero rappresentare uno shock e non c’é niente di meglio, a volte, come uno scossone per misurare lo stato della nostra salute di liberali. Ora mi chiedo: se Tocqueville é la città dei liberi perchè Ayn Rand che é stata la più diamantina donna anticomunista e liberale, non ne può divenire la perfetta “santa patrona” laica! O almeno le si intesti la piazza più grande con adiacente un enorme viale dedicato ad Anna Frank! “È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.» - Anna Frank - “

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