23 novembre 2006

Campagna contro i captcha ottici

Questo non è il primo blog che si oppone all'uso sconsiderato degli antispam ottici che rispondono all'acronimo captcha, ma di certo è il primo che lo fa su Tocqueville, dove la titolare
è un'"abitante" libera della Città dei Liberi.

I captcha ottici sono questa piccola  o grande (dipende da chi ci si imbatte) maledizione ed equivalgono ad una barriera architettonica messa tra un utente e l'accessibilità a un servizio, sia esso indispensabile, voluttuario e dilettevole, secondo le esigenze dell'user.

La titolare di questo blog si vanta spesso con gli amici di avere raggiunto un livello di interazione con il mondo di internet piuttosto elevato grazie a un software che più di uno screen reader e che si chiama Jaws, un'interazione limitata solo dalla pigrizia che la tiene lontana dai corsi di informatica.

Questo gioiello tecnologico americano le permette di fare qualsiasi operazione online trasformando in testo tutto ciò che in un testo convertibile, ma siccome non è dotato di facoltà miracolose, non può rendere leggibili quei segni grafici tutti distorti finalizzati a fermare gli spam in agguato nei commenti ai
post e nelle registrazioni a un  numero sempre crescente di siti.

Questo implica delle limitazioni (non solo alle talpe come Perla visti i molti utenti abilissimi che faticano ad interpretare quei caratteri), nel compiere alcune banalissime operazioni nel web.
Nel mondo il problema molto sentito, al punto che persino Google ha dovuto intervenire dopo le proteste dei sempre attenti e implacabili ciechi americani, sostituendo i segni grafici con una guida vocale.

Questa mia piattaforma mette a disposizione i captcha visivi , ma dà anche la libertà di escluderli (cosa che il mio primo grande webmaster fece per me e per altri utenti di Blogger) considerando la loro non indispensabilità nonchè l'ostacolo insormontabile che rappresentano per certe persone.
E allora che si fa? Veramente non lo so! Lo sguardo del mio Jaws
in difficoltà come lo quello di alcuni umani, ma questo non mi dà il diritto di imporre a nessuno scelte che non ritiene indispensabili per la sua vita da blogger.

Quello che posso fare però, in questa mia piccola campagna di
sensibilizzazione contro le word verification, segnalare utilissimi siti come questo che trattano l'argomento e offrono soluzioni alternative all'antipatico antispam ottico. Altri link sono nel corpo di questo post.

Grazie ai blogger che conosco e hanno già provveduto a inibire gli spam robot con altri mezzi non ottici e a coloro che ci stanno pensando su! Grazie anche a tutti coloro che vorranno diffondere questo post facendolo giungere soprattutto a chi, in assoluta buonafede, non è ancora consapevole di avere issato una barriera contro qualcuno nella dimensione più libera del mondo,
chiamata internet.

Grazie a chi ha rilanciato ed aderito a questo appello: Phastidio, Libertarian, Sgembo, Melancolia

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