7 dicembre 2005

Rita Borsellino, professione -sorella di-

La storia di Paolo la conosciamo, é stato assassinato dalla mafia. In vita era uno dei tanti dipendenti dello Stato, fino a quando il suo lavoro non l’ha trasformato in un bersaglio della criminalità organizzata. A causa di questo ha vissuto gli ultimi anni della sua vita sotto scorta, un’inutile scorta visto che i mammassantissima quel bersaglio lo centrarono in pieno. Da tempo la memoria di Paolo Borsellino si é trasfigurata ed é entrata nell’immaginario collettivo col rango di martire e santo (di lui é già stato avviato il processo di beatificazione ancora con Giovanni Paolo II). Paolo é caduto da magistrato nell’adempimento del suo dovere. Egli era un uomo di destra, ma un uomo d’ordine e non di partito. Non l’avremmo mai visto sostenere la giustizia militante di sinistra capeggiata da Violante, dalla Paciotti e Caselli, popolata da pm che hanno speso gran parte della loro carriera e del denaro dei contribuenti nel perseguitare Andreotti, Mannino, Cordova, Dell’Utri, etc...dimenticandosi dei veri boss che in questo clima si sono rafforzati ancora di più. Grazie a questi successori di Borsellino altri mafiosi e mafiosetti si sono spesso arricchiti col pentitismo a orologeria ben retribuito e garantito tanto da permettergli di continuare a delinquere sotto la protezione della giustizia italiana, vedi Balduccio Di Maggio. Rita Borsellino quindi é la sorella di un eroe. Era solo una farmacista finchè il sacrificio del fratello non le ha donato una ribalta costantemente illuminata dalla luce dei media ma soprattutto da quella della memoria del fratello. Una memoria limpida che lei ha scaraventato nella fogna della partitocrazia sinistrorsa siciliana con la disinvolta autoconvinzione di aver ricevuto il testimone da qualcuno. Quindi ecco che la storia di Paolo Borsellino, non solo il suo cognome, viene usata come trofeo in mano ai ds, rifondazione comunista e al grande sponsor Leoluca Orlando, divenendo la clava percossa contro la margherita di Rutelli, nella guerra di spartizione della “robba” rappresentata dalla prossima giunta in Sicilia. 180.000 Sicilia ni sarebbero andati a votare per le primarie dell’Unione e il 70% avrebbe scelto la signora sorella di, voluta dalla sinistra, mentre il restante 30% avrebbe optato per il candidato Latteri proposto dalla margherita. Chi sono gli elettori della signora -sorella di-? Ma naturalmente i siciliani che vogliono dire basta alla mafia. Le facce pulite della Sicilia che vuole cambiare. Quelli che dicono no alla illegalità e sì a un futuro di legalità rappresentato dalla signora -sorella di-. Parole che farebbero pensare che la -sorella di- abbia sconfitto il grande nemico Totò Cuffaro; ma in realtà chi é stato battuto in queste primarie tutte interne al centro-sinistra? Il prof. Latteri, cioè colui che rappresenta lo status quo, la mafia, insomma tutto ciò contro cui gli elettori di Rita hanno votato. Ergo la margherita e il suo leader Rutelli volevano infliggere alla Sicilia un altro mafioso? Sembrerebbe di sì a sentire tutti i commenti dei vincitori. Ora chiudo ma da parte mia tanto di cappello al potere di condizionamento e di suggestione che questa sinistra esercita sul suo popolo per far vincere sia il boiardo di stato dell’IRI, il capitalista sardo, il comunista anticapitalista duro e puro pugliese, la telegiornalista saddamita, il conduttore miliardario di Sciuscià, o quello che lo manda rai tre. E domani tutti pronti ad eleggere la nuova figura professional-mediatica: -la sorella di-.

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