4 gennaio 2006

Stoccafisso e baccalà!

Non illudetevi! Non sta passando l'ambulante col carretto del pesce secco e non ho neppure intenzione di darvi le ricette della nonna coi mille modi di cucinare questo saporitissimo prodotto norvegese.  
Chiarito questo vi confesso che mi ero ripromessa di non parlarvi mai della mia Norvegia, nè bene, nè male. Il mio rapporto con questo splendido Paese é nato in un idillio che continua ancora, dopo sei anni, per cui tutto ciò che accade intorno a me lo osservo acriticamente.
Se un giorno finirà questa luna di miele e se scriverò ancora da queste parti magari ve ne parlerò compiutamente, anche se so che, per quanto possa essere lucido, il mio punto di vista sarà sempre parziale e soggettivo.
Questa però ve la voglio proprio riferire:
ieri sera su NRK1 (si pronuncia anarcò ed é il I canale della tv pubblica), durante il tg della sera si é parlato dell'Italia in termini pochissimo lusinghieri.
Il servizio era dedicato alle proteste della Norges Transportforbund (associazione norvegese dei trasportatori) che da sempre si occupa anche del trasporto di tonnellate di stoccafisso e baccalà dirette alla principale acquirente europea, l'Italia, appunto. I camionisti sono inferociti (per come possono essere inferociti i freddi scandinavi: giusto leggermente alterati) perchè da anni, quando col loro carico si trovano a percorrere l'autostrada nei pressi di Napoli vengono troppo spesso assaliti da uomini bene armati, minacciati anche coi mitra e ripuliti di tutti i quintali di tørrfisk e bakalao destinati alle aziende del napoletano.
Il fenomeno é talmente devastante che le compagnie assicuratrici norvegesi ormai si rifiutano di coprire questo tipo di danno. Ma la parte del servizio del tg che più mi ha sconcertata riguarda le conclusioni a cui sono giunte le vittime di queste rapine a catena: "Noi crediamo che la polizia italiana sia complice dei rapinatori" hanno dichiarato i rappresentanti dei camionisti davanti alle telecamere della tv di Stato.
Un autista ha raccontato che i poliziotti sono arrivati in suo soccorso solo otto ore dopo la fuga dei banditi col ricchissimo bottino e questo, diceva, nonostante il fatto che siano attivi tutti i sistemi satellitari per un'immediata individuazione del luogo della chiamata.
Vedete, questo é un Paese con un tasso di criminalità davvero basso e anche il furto di un'autoradio può finire in prima pagina, immaginate quindi cosa può rappresentare per l'opinione pubblica norvegese anche uno solo di questi crimini che si ripetono con inaudita frequenza senza che nessuno tuteli i loro bersagliati connazionali.
Insomma é un bel danno di immagine per l'Italia, non c'é che dire. E allora, qualcuno mi avverta Pisanu, please! 

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