7 gennaio 2006

Sull'Unipol e il costo zero del brokeraggio dei sindacati.

Per la serie qui non ci siamo mai fatte mancare nulla, da liberale, individualista e antipatizzante di sinistra e del sindacato in particolare, un giorno volli provare (con grande sprezzo del pericolo a cui sottoponevo il mio equilibrio psichico) ad "infiltrarmi" nel sindacato. Fu un'esperienza tragica che però mi permise di conoscere direttamente cosa sia un'organizzazione sindacale e quanti e quali abusi e privilegi ne fanno la sua straordinaria fortuna. Di quell'esperienza oggi posso raccontare l'episodio che riguardò l'Unipol e come funziona il brokeraggio a costo zero di cui si é sempre avvantaggiata a scapito della concorrenza.
 Non spiegherò perchè venni eletta nel direttivo della Fisac-Cgil, sarebbe troppo lungo e autoreferenziale, ma fu per questo mio ruolo che il segretario r.s.a. mi telefonò quel giorno annunciandomi la fine degli scioperi e la firma del nuovo contratto integrativo di lavoro. Dopo aver tirato un bel sospiro di sollievo riattaccai e iniziai il passaparola col classico "seguirà volantino e assemblea generale"". Questa volta, oltre al solito aumento di stipendio, il sindacato aveva ottenuto una grande conquista, un'assicurazione integrativa che avrebbe coperto le spese mediche dei dipendenti e dei loro stretti congiunti. Le polizze sarebbero state stipulate dall'azienda per nome e per conto di noi impiegati, alle migliori condizioni offerte dal mercato assicurativo. Si trattava di uno splendido successo per il sindacato azionista dell'Unipol! Confesso che di queste cose non mi ero mai occupata prima e nulla conoscevo di assicurazioni private ma quella fu l'occasione che mi permise di colmare la lacuna.
Inevitabilmente si scatenò la guerra tra la direzione generale della banca e le oo.ss. La prima voleva scegliere la compagnia assicuratrice secondo criteri aziendali tenuto conto del fatto che i costi maggiori dell'operazione erano tutti a suo carico. Ma i sindacati si opponevano rivendicando il diritto di veto in forza della piccola quota che il dipendente avrebbe comunque dovuto sborsare.
Le filiali dell'azienda di credito dove allora lavoravo sono sparse in tutta Italia e qualche migliaio di nuovi clienti in un colpo solo era un'allettante prospettiva per l'Unipol e le altre tre compagnie concorrenti. Era l'inizio degli anni '90 e quasi nessuno conosceva chi e cosa ci fosse dietro l'assicurazione delle coop rosse.  Grazie a questo vantaggio i sindacati potevano agire come normali broker celandosi dietro la  "difesa degli interessi dei lavoratori" senza rischiare accuse di abuso di posizione di privilegio e conflitto di interessi.
Per settimane la polizza del proletariato fu sulle scrivanie di tutti gli impiegati che venivano pure convocati in assemblee  con vari o.d.g. Naturalmente il fine primo era sempre la demonizzazione dell'azienda e dei suoi rapporti con le fameliche assicurazioni private che solo l'Unipol, la sua disinteressata missione mutualistica finalizzata esclusivamente al bene del lavoratore nella più completa trasparenza e onestà, poteva contrastare. In quanto delegata Fisac dovevo entrare spesso nella saletta sindacale che in quei giorni sembrava più un'agenzia di rappresentanza Unipol che dei lavoratori. Dall'altra parte del telefono col segretario cgil la domanda era la solita: quante ne hai fatte oggi (di polizze) e la risposta era sempre ottimista. Spesso le iniziative e l'arroganza dei sindacalisti superavano il limite delle loro prerogative ma tutti eran ben consapevoli che l'art. 28 dello Statuto dei Lavoratori (attività antisindacale) li avrebbe tutelati da ogni reazione della Direzione. Infatti la frase "...ci provino e un bel 28 non glielo toglie nessuno!" echeggiava spesso da quelle parti.
Allora ingenuamente credetti di dover denunciare tutto questo finendo così davanti ad una specie di tribunale di inquisizione, novella Giovanna D'Arco.
D'altronde avevo voluto io giocare col fuoco e un rogo era il minimo che mi potesse capitare.
Scherzi a parte quello che trovo incredibile che le tre confederazioni sindacali abbiano un intreccio di rapporti con l'Unipol che va dall'esserne azionisti, clienti, broker e controparte nei conflitti all'interno dell'azienda nel ruolo di sindacati di categoria.

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