27 febbraio 2006

L'alternativa all'Occidente "imperfetto" di Pera é il Medio Oriente "perfetto" di Prodi

Dal manifesto "Per l'Occidente": "Noi siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà occidentale come fonte di princìpi universali e irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. Siamo impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi nell'ispirazione dei padri fondatori dell'unità europea la sua vera identità e la forza di parlare al cuore dei suoi cittadini. Siamo impegnati a promuovere l'integrazione degli immigrati in nome della condivisione dei valori e dei princìpi della nostra Costituzione, senza più accettare che il diritto delle comunità prevalga su quello degli individui che le compongono." ----------------- Ed ecco, linkando i 2twins, il "contro manifesto" tratto dal programma elettorale di Prodi: "Scegliamo l'Europa e il processo di integrazione europea, come ambito essenziale della politica dell'Italia. Scegliamo di mettere la vocazione di pace del popolo italiano e l'articolo 11 della Costituzione italiana al centro delle scelte che il nostro Paese compie in materia di sicurezza. Scegliamo il multilateralismo, inteso come condivisione delle decisioni e costruzione di regole comuni (la costruzione, il rafforzamento e la democratizzazione delle istituzioni e organizzazioni regionali ed internazionali, di cui l'Italia fa parte o con cui coopera, chiamate a garantire governance globale e sicurezza collettiva). Scegliamo il multipolarismo (la costruzione, soprattutto attraverso le aggregazioni regionali, tra cui l'Europa, di soggetti capaci di influire sullo scenario internazionale attraverso la costruzione di elementi di sovranità sopranazionale condivisa e non competitiva). Scegliamo una politica preventiva di pace che persegua attivamente l'obiettivo di equità e giustizia sul piano internazionale, favorendo la prevenzione dei conflitti e il prosciugamento dei "bacini dell'odio". Scegliamo la legalità internazionale, come chiave per affrontare i conflitti e per la costruzione di un ordine internazionale fondato sul diritto e sui diritti. Scegliamo di rilanciare sulla scena europea ed internazionale il ruolo dell'Italia, come attore attivo e consapevole, per favorire la pace, la stabilità, la giustizia, la democrazia, i diritti umani, il commercio equo, la cooperazione, l'economia ambientale sostenibile, la tutela delle risorse storiche, culturali, ambientali. Scegliamo di porre su nuove basi un impegno dell'Italia per la cooperazione allo sviluppo, sia per perseguire gli "obiettivi del millennio", sia per dare un ruolo agli attori (organismi non governativi, associazioni, regioni, enti locali, università, istituzioni, ecc.) che devono giocare un ruolo crescente nello sviluppo del partenariato internazionale. Scegliamo di mettere al centro dell'azione dell'Italia la promozione della democrazia, dei diritti umani, politici, sociali ed economici, a cominciare dai diritti delle donne." ---------------------------- Da liberale, da oggettivista e da individualista, dopo aver letto le aberrazioni terzomondiste, antioccidentali e antiamericane contenute nel documento prodiano, potevo non aderire al manifesto di Pera? L'ho fatto su quei punti che qui ho riportato in quanto non condivido la visione che i redattori dell'appello hanno della religione, della Chiesa e della famiglia. Certo i liberali hanno ragione a pensare che non si tratta di poca cosa ed è vero ma è anche vero che gli uomini passano e anche le idee, quando non sono universalmente condivise, passano ma l'Occidente resterà e se non lo difenderemo contro i filoterroristi, relativisti, i falsi progressisti, i buonisti terzomondisti, gli ideologi del "multi" ad ogni costo, gli europeisti dello statalismo a 25 o 30, i demagoghi della pace senza se e senza ma, gli ambientalisti fondamentalisti, in una parola i cattocomunisti, questo nostro Occidente sopravviverà solo come un punto geografico ma non sarà più la patria della nostra democrazia e delle libertà. Pertanto penso che sia importante aderire al documento di Marcello Pera e da sostenitori impegnarsi nel tentativo di emendarlo almeno nelle parti macroscopicamente più illiberali.

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