15 febbraio 2006

Questo contratto col Cav. va rinnovato per altri cinque anni.

Potrebbe sembrare un paradosso eppure é vero:solamente da poco più di un mese il governo e la sua maggioranza hanno potuto dare prova di che cosa sarebbero stati capaci di fare in un parlamento "normale", avendo contro un'opposizione "normale". La mole impressionante di provvedimenti legislativi varati in queste ultime settimane, grazie a una Cdl che non ha sciolto i ranghi neppure a legislatura conclusa, é lì a testimoniarlo. Questo governo é stato il più longevo ma anche il più osteggiato e tenuto sotto assedio di questi ultimi quarant'anni. Gli assedianti hanno indossato le toghe rosse e dalle procure hanno provato con ogni mezzo e qualche abuso di impedire a Silvio Berlusconi prima di essere eletto e poi di governare. Sono stati anni di processi che hanno inciso sulla serenità del lavoro della squadra di governo. Poi sono arrivati gli assedianti di luglio che indossavano le tute bianche o nere di fuori ma molto rosse di dentro, quelle dei violenti no global in marcia a Genova. Alcune importanti testimonianze rese alla commissione di indagine sul G8 hanno provato quanto pochissimo interesse suscitasse tra i Casarini, Agnoletto e pochi altri il vertice dei Grandi finchè era stato voluto da D'alema e Amato. Fu la vittoria alle elezioni del centrodestra a mobilitare quel numero impressionante di manifestanti decisi a tutto. Qualcuno lo dichiarò, altri lo smentirono ma in quei giorni il G8 divenne solo il mezzo per raggiungere il vero obiettivo dei "disobbedienti" e dei partiti che li appoggiavano: mandare a casa il governo Berlusconi. La Cdl dovette fronteggiare altri mesi di passione e di distrazione dal programma, con le istituzioni monopolizzate dall'opposizione. Giorno dopo giorno si moltiplicavano Interpellanze, discussioni, accuse, denunce, le scontate richieste di dimissioni del governo, dei singoli ministri o dei responsabili delle forze dell'ordine, tutto ben amplificato dai media in mondovisione. I fatti di Genova erano ancora tenuti sotto i riflettori dalla sinistra quando fummo sconvolti dall'11-9. Il governo dovette occuparsi della sicurezza nazionale attraverso il varo di nuove misure di controllo antiterrorismo, affrontando l'emergenza senza ricevere particolari collaborazioni dal centrosinistra. Nel mese di novembre, dopo settimane di travagli, l'Italia fu anch'essa al fianco degli USA nell'operazione "Enduring freedom" volta a liberare l'Afghanistan dai Talebani e al Qaida. Anche in questa occasione di politica internazionale il dibattito parlamentare fu interminabile e l'opposizione, sempre divisa su tutto al suo interno, rese al governo questo compito molto lungo e difficile. Ma siamo appena agli inizi. A gennaio del 2002 entra in vigore l'euro e mentre Prodi si fa bello agli occhi dell'Europa, la patata bollente é passata a Berlusconi. Il premier si trovò contro tutte le associazioni di categoria, sia dei commercianti che dei consumatori, pronte a crocifiggerlo con ogni accusa e ogni pretesto. Altra emergenza, altra attività intensa delle opposizioni per rendere ancora più difficile la soluzione della crisi. Ma che sto facendo? Mica posso raccontare la storia di questi cinque anni in un piccolo post. Eh, no. Perchè allora dovrei raccontare del sindacato che al grido di "la ritirata é finita!" (intendendo la pace sociale accordata ai compagni dei governi dell'Ulivo) ripresero a riempire, un giorno sì e l'altro pure, le piazze d'Italia. Scioperi come piovesse, manifestazioni con milioni di partecipanti uniti intorno alle parole di fuoco del rivoluzionario (oggi molto di meno) Cofferati. Dovrei parlare della guerra in Iraq, della crisi economica internazionale o dell'ostruzionismo gridato e sguaiato della solita opposizione che ha totalizzato mesi interi di blocco dei lavori parlamentari. Ma non posso riassumere qui tutto quanto é successo anche perchè sono convinta che i miei soliti due lettori conoscono meglio di me gli ostacoli frapposti da infiniti fattori davanti a questa maggioranza di centrodestra. Credo però di aver dato almeno l'idea dei motivi che mi hanno convinta a dire che Silvio Berlusconi e la sua coalizione devono ottenere il rinnovo di quel contratto del 2001, non importa sotto quale forma e davanti a quali telecamere, per dimostrare che l'esperienza passata é stata fondamentale per cementare una coalizione che non potrà che essere più coesa e, perchè no, più smaliziata, nell'affrontare la difficilissima riforma delle nostre istituzioni. Personalmente sono convinta che un Berlusconi confermato e rafforzato potrebbe meglio imporre la sua visione liberale dello stato nei prossimi anni di governo. E allora? Allora avanti!

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