2 marzo 2006

Prodi, un anarchico a Palazzo Chigi

La data del primo faccia a faccia tv (13 marzo) tra Berlusconi e Prodi si sta inesorabilmente avvicinando ma lo sfidante ancora scalcia e recalcitra. La Commissione di vigilanza Rai ha stabilito le date e le linee guida per il duello tra i candidati applicando la legge più amata proprio da Prodi e dai prodiani: la par condicio. Una legge che Silvio Berlusconi ha sempre deprecato ma che, seguendo il motto: "dura lex sed lex", sta rispettando da autentico liberale. Ma il leader della coalizione che tanto ha fatto per varare la norma più liberticida di questi ultimi anni, da vero anarchico fin de siècle, si rifiuta di assoggettarsi ad essa. Il neo Gaetano Bresci non riconosce le regole democratiche dell'attuale potere costituzionale e si ribella con veemenza appellandosi (questo è incredibile) alle regole in auge nel Paese del nemico americano dal quale (vedi programma elettorale) vuole separarsi definitivamente. C'è di che rimanere strabiliati da questa tragicommedia che vede lo sfidante candidato alla presidenza del Consiglio insultare il Parlamento e la base stessa su cui esso si fonda: il voto di maggioranza! E' solo un anarchico al quale dovremmo inviare un bel fazzoletto rosso da stringere intorno al collo o è più semplicemente un fellone che si arrampica sugli specchi per non affrontare un avversario che teme? O (e chi lo sa) questo suo negarsi è una tattica da vero boxeur per trasmettere al contendente una debolezza disarmante e poter meglio sorprenderlo sul ring? A noi purtroppo non rimane che recriminare su una legge assurda che censura la politica nel momento indifferibile in cui la politica stessa è al centro dell´interesse dei cittadini chiamati a pronunciarsi sul loro futuro governo.

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