11 aprile 2006

La troppa sete di potere causa miraggi di vittoria

A tarda notte Piero Fassino si presenta al residuo popolo della sinistra ancora ostinatamente in piazza Santi Apostoli e, (a scrutinio ancora incompleto) con tono solenne, annuncia urbi et orbi la vittoria delle elezioni, in quanto alla Camera avranno i loro 340 deputati. "E il Senato?" chiede qualcuno ma Piero non ci sente da quell'orecchio e pertanto Palazzo Madama e i suoi 315 Senatori della Repubblica scompaiono grottescamente dai risultati elettorali. Arriva Prodi! "Grande" discorso da premier! (Lo spoglio per la Camera ancora non è stato completato). Forse anche a lui qualcuno chiede: "E il Senato?" Boh? Quale Senato? Il Senato non c'è più. Eppure è stato "conquistato" dalla Casa delle Libertà con 350.000 voti di vantaggio. Ma sì, bazzecole! Ciò che conta sono i 20.000 voti in più che sono andati all'Unione per la Camera dei Deputati. "Sono state annullate 500.000 schede", contesta la Cdl, determinata a ricorrere alla loro verifica. Ma che importa? La festa in piazza si scatena al suono dell'inno dell'Unione cantata da Ivano Fossati. E' un tripudio di bandiere rosse. Scattano i flash sugli scambi di abbracci tra Prodi e Rutelli che da domani (anzi da oggi) faranno il giro del mondo. Le immagini dei festeggiamenti di una vittoria solo bramata ma non colta arriveranno sui tavoli dei governanti di tanti Paesi, che si affretteranno a felicitarsi con Prodi...Forse quelli meno prudenti lo faranno. Tutto questo non crea imbarazzo alla coalizione di centrosinistra, impegnata ad ipotecare Palazzo Chigi, costi quel che costi. Ma speriamo che nei costi non sia compreso l'acquisto di una decina di Senatori della Cdl, visti i precedenti assalti al carro del vincitore. Nel caso consigliamo ai candidati voltagabbana di attendere almeno i 20 giorni previsti per il controllo delle schede della Camera dei Deputati... Non si sa mai.
Di governabilità qui se ne parlerà più avanti, per oggi c'è da stropicciarsi gli occhi e le orecchie per lo spettacolo indecoroso che l'Unione ha offerto, dimostrando, una volta di troppo, il suo assoluto disprezzo delle istituzioni e della volontà popolare.

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