1 maggio 2006

Gianni Letta al Quirinale o la libertà perderà 100 a 0

Questa minoranza di sinistra-centro, che si appresta a formare il governo meno rappresentativo di tutta la storia repubblicana, sta procedendo a testa bassa all'occupazione di tutti i gangli del potere ancora non nelle sue mani. L'intero Paese sta cadendo sotto il suo ferreo controllo. Le circostanze grazie alle quali ex-post-neo- comunisti alleatisi ad ex-post-neo democristiani (in una parola i catto-comunisti) sono riusciti a compiere quest'opera pervasiva e capillare di dominio e gestione di gran parte della "cosa pubblica", parapubblica o privata sono molte, tra esse non mancano errori commessi dalla coalizione di centrodestra. Ma é dalle antiche stanze di Botteghe oscure che si é dipanata instancabile la trama che ha ordito il tessuto di poteri dal quale oggi é avvolta la sedicente Unione di Prodi. Il 25 aprile ci ha appena ricordato di quale aura di liberatori della Patria si sia sempre circondato il pci e come questa sia stata il salvacondotto per le sue scorrerie alla conquista delle coscienze nonché di molte ricchezze economico-finanziarie e istituzionali dell'Italia, condotte sempre e ovunque in nome di un anacronistico antifascismo impregnato di una retorica resistenzialista fondata su falsi storici. Oggi nelle piazze si celebra la festa dei Lavoratori e, come per quella appena trascorsa della Liberazione, le sinistre hanno decretato anche il possesso del suolo pubblico, vietandone l'accesso agli avversari politici. Oramai possiamo affermare che il giovane scapestrato Prodi abbia peccato di modestia parlando con goliardìa di un 2 a 0 riferendosi alle presidenze dei due rami del Parlamento,in quanto, alla luce dei fatti, gli uomini del centrosinistra collocati ovunque si gestisca un qualche potere si contano nell'ordine delle centinaia. Se poi al Quirinale si insedierà un esperto di bottiglie molotov come Massimo D'Alema, il giovane scapestrato Prodi potrà addirittura saltellare gridando: bingo! Ma affinché questo non avvenga, affinché almeno il Quirinale torni ad essere un Palazzo rispettabile come ai tempi di Luigi Einaudi, si elegga alla sua presidenza un uomo delle istituzioni come Gianni Letta! Solo così salvaguarderemmo (almeno in parte) una sede prestigiosa, come quella situata nel Colle, dall'invasione dei compagni, quanto mai privi di scrupoli quando si tratta di annientare la volontà degli avversari. Questo blog si auspica Gianni Letta Presidente della Repubblica, senza tuttavia dimenticare gli auspici già precedentemente espressi per una Cdl capace di determinare il ritorno al voto prima che l'onda rossa cancelli quelle riforme liberali (anche piccole che siano) varate con fatica titanica in questi cinque anni di governo. E tanto per essere nella stretta attualità vorrei ricordare che il governo Berlusconi stava per varare nuove norme anche per la pubblicizzazione dei bilanci dei sindacati i quali (oggi in piazza contro le mafie e per la trasparenza) potranno tirare un sospiro di sollievo, continuando ad impinguare le già miliardarie ma segrete casse, grazie al governo amico di sempre. Infine due sindacalisti presidenti delle Camere difficilmente permetteranno il compiersi di attentati allo strapotere della Trimurti sindacale.

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