25 luglio 2006

Doppietta col voto di fiducia

Decreto Bersani e missione in Afghanistan.

La diretta dal Senato e le cronache parlamentari di questa mattina hanno raccontato un’altra pagina estremamente sexy per i gusti molto particolari di Romano Prodi.

Infatti il suo ministro Chiti si è dovuto produrre in una doppietta di imposizione del voto di fiducia veramente da brivido!

Si è trattato di un vero salto mortale dove il governo avrebbe potuto rompersi il collo già nelle prime fasi, se non fosse intervenuto il presidente Marini a convalidare il numero legale.

Un risultato raggiunto grazie al voto tarocco del sen. dell’Udeur Cusumano.

Franco Marini sembra si sia davvero specializzato nel ruolo di ciambella di salvataggio illegale di questa inesistente maggioranza e senza nessun pudore istituzionale giustifica questi gravissimi fatti accusando l’aula di indurli con i suoi schiamazzi che finiscono col mandare in confusione i poveri segretari notai...

Ormai i furti con destrezza e i toni suadenti all’indirizzo dell’opposizione sono le uniche opportunità alle quali questo sensuale governo si vede ridotto.

Pertanto devo ammettere che Chiti è stato davvero incantevole col suo modo di porre il voto di fiducia. Lo ha fatto usando parole di miele all’indirizzo di un’opposizione alla quale, ha detto, non si può rimproverare proprio nulla!

Una cara opposizione che ha presentato dei giusti emendamenti prontamente accolti dal governo.

E in questa generale ostentazione di amorosi sensi il sen. della Lega Castelli, nonostante questa mattina avesse reiteratamente definito imbroglioni i colleghi dell’Unione, si è sentito definire uomo pacato dal margheritino Boccia.

Naturalmente per il ministro Chiti è tutto in regola, tant’è che spiega al mondo che il ricorso a questa modalità di voto si è imposta non per la carenza numerica al Senato o per la litigiosità della coalizione ma esclusivamente per la limitatezza dei tempi del decreto Bersani.

Intanto, ancora nella fase dei preliminari, la maggioranza ha ottenuto 159 voti grazie a due “pianisti”, sotto lo sguardo complice della presidenza.

Ma ciò che trovo decisamente paradossale avverrà domani a Roma, quando un volto presentabile di questo governo andrà in mondovisione grazie alla mediaticissima conferenza sul Medio Oriente, mentre un altro volto, molto meno edificante, si esibirà a pochissima distanza dai riflettori internazionali.

Domani infatti si voterà il rifinanziamento della missione in Afghanistan.

n.b.: La cronaca della seduta del Senato è naturalmente negli stenografici anche online.

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