27 luglio 2006

Roma capoccia... de coccio

Il ministro israeliano della giustizia Haim Ramon ha benissimo interpretato il risultato del vertice internazionale più inutile di questo inizio millennio. Persino più inutile delle migliaia di conferenze che, con dispendio immane di risorse, ogni anno l’ONU indìce su tematiche di varia umanità. La Roma bene e perbene di sinistra ha voluto pertanto fantasticare su un Palazzo Chigi come il Palazzo di vetro newyorkese. Il “grande facilitatore” ha millantato credito nazionale internazionale prefigurando un cessate-il-fuoco nella sua maggioranza e nel Libano, grazie alle sue miracolose intercessioni. Anche ieri, da premier molto sexy, ha parlato ai suoi ribelli con parole ultimative, promettendo aiuti umanitari ai piccoli partiti radicali. Eppure, nonostante ci abbia messo del bello e del buono per ottenere una tregua, le ostilità sono ancora aperte e per ogni piccola ricucitura si aprono nuovi strappi. Al G8 di San Pietroburgo era andato con le idee chiare, coinvolgere più capi di stato possibili nel piano di lancio mediatico della sua leadershep a livello internazionale. Ha lavorato indefessamente e, siccome gli amici non gli mancano, è riuscito nel suo intento. Qualcuno, come Chirac ad esempio, ha accettato l’invito al Prodi party, anche per aiutare l’amico a crearsi un’immagine da grande leader di governo perfettamente legittimo che l’odiato Berlusconi aveva in qualche modo appannato in seguito alle accuse dopo i risultati elettorali. Anche l’amministrazione Bush è stata al gioco, in fondo, avrà pensato Condy, non mi costa nulla. Naturalmmente Rice si è guardata bene dal passare prima da Roma. Quando è arrivata al vertice le decisioni serie le aveva già prese parlando direttamente con le parti in conflitto. Il giorno dopo si è seduta sul sofà tra Romano e Massimo spiluccando e centellinando le piccole delizie romane, prestandosi al gioco dei due tanto bisognosi di averla vicina nelle inquadrature di repertorio. Poi, come si suol dire, finita la festa, gabbato lu santo e quello che non poteva che essere un flop diplomatico (inutilmente dispendioso per i contribuenti italiani, ma almeno politicamente innocuo), ha finito con l’essere interpretata dal governo israeliano come una conferenza solidale con la sua azione militare contro il terrorismo nel Libano. Questo blog è con Israele e col suo diritto a difendersi per cui condivide il punto di vista del suo ministro Haim Ramon. Ora però ci si chiede: il sedicente “facilitatore” si starà rendendo conto che, a causa dei suoi meschini calcoli, ha finito con lo schierare l’Italia dalla parte più invisa alla sua coalizione? Anche il ritorno di immagine sui media internazionali è assolutamente negativo. Naturalmente per quanto riguarda i giornalisti e i maestri del pensiero nostrani le parole d’ordine sono: “poteva andare meglio, ma si è fatto un passo avanti nella giusta direzione”!? Si tratta di parole stanche che si leggono negli articoli di cronaca e nei commenti, attente ad essere in totale sintonia con quelle di Prodi, Napolitano, D’Alema, ecc. Insomma un coro che, per quanto canti tanto forte, non riesce a coprire neppure la propria amara delusione.
Ecco un Phastidio che non ci dovremmo mai togliere...dalle nostre letture.

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