8 luglio 2006

...Vengo a seppellire Watergate, non a lodarlo

Non sono Antonio e Watergate non è Cesare. Persino le parole che ho messo nel titolo sono state superate dalle nuove traduzioni del Giulio Cesare shakespeariano... Ma, nonostante tutto questo, al pari di Antonio piango l’amico che ho sempre considerato il mio Cesare dei blogger! Lo piango non perchè ha lasciato la città, non sono le distanze fisiche che mi spaventano, no, lo piango perchè si è voluto allontanare politicamente da me. Mi aveva fatto ridere spesso e anch’io, lo so, qualche volta l’ho fatto sorridere. Condividevo ogni parola di ogni suo post. Ammiravo rapita la vulcanità del suo stile e il lavoro certosino che stava dietro ogni sua pubblicazione... Ma non sono qui per lodarlo. Voglio “seppellirlo”, o, almeno, vorrei seppellire quella parte di lui che lo ha fatto sbagliare. Perchè per me Watergate ha sbagliato e non posso capacitarmene! Egli è un grande e questo è vero quanto è vero che in Tocqueville non vivono nè Bruto, nè Cassio e pertanto nessuno ordisce congiure. Semmai, Wat se lo può figurare, quei cittadini contro i quali ha puntato il dito accusatore e che chiamiamo aggregatori possono, come tutti gli operatori volontari, sbagliare o per troppa buonafede o per distrazione o perchè si sentono gli occhi addosso di qualche centinaio di persone. Faccia un passo in avanti chi non ha imprecato almeno una volta contro di loro! Anch’io l’ho fatto e non ne sono pentita. Non conosco la maggioranza degli aggregatori e non la voglio conoscere, per cui non mi sono neppure letta la lista dei loro nomi pubblicata nei giorni scorsi. Ma di una cosa sono convinta, cioè che ogni giorno che passa diventi più difficile trovare lo spazio giusto per tutti e aspetto fiduciosa che il senatore...scusate, il sindaco realizzi quanto si è proposto. Ammettendo che sia vero che in Campidoglio si aggira un Bruto (più un Brutino o un Brutarello, direi) che scrive con le spine delle rose, si tratterebbe pur sempre di spine e non di pugnali! Eppure Watergate, che non crede che Bruto sia uomo d’onore, si è sentito pugnalato e forse proprio alle idi di marzo, o, peggio ancora, insultato dalle parole inacidite che da quelle spine escono, più o meno a intervalli regolari. Quello che non perdono a Cesare-Watergate quindi è di aver scambiato le parole di un blogger, di una blogger o di più blogger lontani da lui e dalle sue idee, per armi improprie capaci di minare la città dalle fondamenta. Watergate ha scritto un grande post prima di andarsene, l’ho letto e riletto. Un post intenso che voleva essere, credo, propositivo e non distruttivo. Salvo poi vedere l’autore chiudere con un addio incoerente, inaccettabile e...sciocco! Eh sì, perchè non si costruisce un’identità politico-culturale abbandonando l’unico luogo dove questo progetto é condiviso dal 90 % della "popolazione" Essere liberali è innanzitutto una forma mentis che non si può scindere in due parti separate, pena la schizofrenia ideologica, immaginando incoerentemente di negare allo stato il controllo del nostro portafoglio, ma affidandogli addirittura il controllo della nostra vita intima. Lo stesso errore che, a valori rovesciati, commette la sinistra statalista in economia e liberale (solo a parole, ma molto urlate) sui cosidetti diritti civili.. Liberali lo si è o non lo si è. Se lo si è si leggono, oppure non, (perchè solo di questo si tratta), coloro che, affatto liberalmente, ci definiscono talebani o insultano i rappresentanti della nostra fede. Ma non si liquida, illiberalmente, come assassina di bambini colei che, in scienza e coscienza, cerca con argomentazioni asettiche, ma con passione, di portare la bioetica fuori dalle trincee delle guerre di religione. Prima delle idi (le elezioni di aprile) Bruto era già un cittadino di Tocqueville e un altro grande e stimatissimo blogger, alleato di Watergate, postava, con molto orgoglio, un’intervista fatta da lui stesso a un certo Capezzone! Sempre Harry ha come co-blogger un rappresentante di quella stucchevole sinistra, alleata di quel Bruto, che vedrei meglio collocato altrove ma del quale non mi sognerei mai di chiederne l’allontanamento da TV. Molto più comodamente evito di leggerlo. Punto. Perchè, e questo il mio Cesare lo sa bene, ciò che fa la fortuna di un blog è il numero dei lettori. La sola circostanza di una presenza costante nel tbo di TV non decreta il successo qualitativo di un blog, mentre di certo vi contribuisce molto mettere un blogger nel mirino di attacchi personali, tanto inutili e dannosi per chi li scrive e molto preziosi per chi li riceve. Watergate se ne è andato temendo la soverchiante potenza grafomane di un blogger, lo ha fatto usando espressioni tipiche di un cittadino insofferente alla vicinanza dell’inquilino molesto del piano di sopra invadente e maleducato, uso a infrangere le regole condominiali. Ma se pure Bruto non fosse uomo d’onore, Cesare lo è e dovrebbe riconoscere di aver provato intolleranza fisica verso qualcuno fisicamente invisibile. Il web è immenso, silenzioso e inodore e perciò ci isola dalla puzza e dagli schiamazzi dei nostri “avversari” politici, permettendoci un distacco riflessivo e sereno regolato da un semplice click del mouse. A questo modo il potere di ciascun internauta è totale quanto facile da esercitare. Watergate mi ha “abbandonata” per via di una con-fusione identitaria vigente in questa città, come se non dipendesse anche dalla sua stessa intelligenza realizzare questa tanto da lui auspicata identità condivisa. Tocqueville è uno strumento di comunicazione giovane, anzi giovanissimo, e la sua maturazione per compiersi ha bisogno di tempo e di contributi di ogni genere; mi appare quindi un controsenso “sabotarlo” quasi sul nascere. A meno che non creda davvero che a “palazzo” siedano i congiurati libertari-liberticidi, Watergate dovrebbe riflettere meglio sul concetto di libertà di espressione e di circolazione delle idee in un mercato aperto a tutti, dove solo la domanda e l’offerta regolano gli scambi e determinano il successo dei loro produttori. Per fondere qualcosa occorre energia e più questa è forte più i corpi estranei, se sono veramente tali, devono sciogliersi o si autoespungono dal processo (cosa che non auspicherei). Il tutto per un naturale fenomeno stabilito dalle leggi della fisica, ma Watergate 200.000 e oltre non era un corpo estraneo in questa “comunità”. Bensì una delle sue maggiori fonti di energia intellettuale. Egli, come Cesare, prima di andarsene ha redatto un testamento, dove non lascia sesterzi, ma idee riformatrici del governo cittadino e poi, incoerentemente, sbattendo rumorosamente il portale, se ne va... Il nostro reciproco concetto di valori morali da preservare diverge sia nella sua tipologia ma soprattutto nel concepirli a disposizione di uno Stato etico che imponesse per legge il suo meglio per tutti? Può darsi. Da tempo detesto le piazze e non sono una missionaria nè laica, nè tantomeno laicista; non mi sognerei mai di attaccare la Chiesa e insultare i suoi fedeli. Sono invece convinta, forse ingenuamente, che solo di destatalizzazione in destatalizzazione, di delegiferazione in delegiferazione, si potrà raggiungere un livello sempre più crescente di responsabilizzazione individuale, componente primaria di una buona convivenza civile. Sarebbe più facile accettarsi, tra adulti, senza infantili fondamentalismi di segni diversi e di fazioni contrapposte. Questa è la mia personale visione culturale e politica di Tocqueville e temo non sia condivisa dal mio indimenticabile Cesare! Eppure qualcosa mi dice che non rientro tra quei concittadini a lui invisi, non solo per la mia insignificanza di blogger, e allora immagino che il problema sia solo lessicale e non sostanziale... NB.: Il post è disseminato di sorrisi e strizzatine d'occhi. Invisibili ma ci sono. Aggiornamento con le scuse a Watergate per non averlo fatto prima a) Dove ho parlato di congiure? Questa teoria da stravaccamento sul divano ha ormai preso piede, l'hanno ripetuta in modo superficiale Mancia e il Megafono, mentre non c'è alcun mio intervento, pubblico o privato, che parla di queste cose. Il postu è lungo e parla proprio di altre cose. Non di congiure, ma di cose apertamente scoperte, se mi è perso di usare un avverbio che rafforzi il concetto. B) Non ho puntato il dito contro gli aggregatori. Il 98% del post è dedicato alla dicotomia lib-con, con la costante avvertenza che se la mia visione di TV è sbagliata il discorso non tiene. Fatto sta che i commenti di Mancia e di altri dicono che è la mia visione di TV ad essere giusta, basta leggere. Ergo, per deduzione si capisce che il discorso tiene. Insomma, non si può continuare a scambiare l'effetto con la causa. C) Il discorso sugli aggregatori sembra quello sugli arbitri. Hai ragione: sono uomini e donne normali. Fatto sta che da tre mesi a questa parte il malessere in TV è iniziato a serpeggiare più che prima e non per GLI ERRORI, LE SVISTE-- Ancora una volta si fa finta che io abbia scritto una cosa. No, il problema è il solito, la linea generale, la dicotomia lib-con non aderente con la realtà e con il progetto originario di TV, che è FUSIONISTA. Ciò significa che prendi due idee distanti e le fai convivere, non metti in apertura di HOME PAGE tesi apertamente libertarie e molto spesso offensive per il 60% (vado per difetto) dell'aggregatore. Se non si coglie questo punto, continuerete a farvi delle domande sbagliate, ragionando su cose che io non ho mai scritto, nonostante mi sia stata data l'opportunità di scrivere in modo chiaro e inequivocabile. Si tenga presente che, testimonianze alla mano, un comportamento scorretto di un aggregatore c'è stato nei miei confronti. Ma io non ho scritto niente nel post. Nelle ultime settimane si era arrivati al fatto di dover "salvaguardare" i miei post, avendo cura di trovarli almeno in apertura, perchè nei blocchi era impossibile trovarli. Fatto nemmeno accennato nel post, a significare che non è una questione personale. Ho le mail a riprova di questo, se qualcheduno volesse ribattere. D) Se deduci che il problema al limite è di spazio per tutti, deduci male, il problema è identitario, c'entra poco e nulla con l'impostazione grafica. MA SEPPURE LO FOSSE BASTAVA METTERE IN PRATICA IL LIMITE ALL'AGGREGAZIONE, CHE NON HO PROPOSTO IERI, MA BEN 8 MESI FA. Il commento che Harry riporta di JimMomo lasciato da Malvino è l'unica dichiarazione ufficiale di un redattore a proposito di quella proposta. E c'è scritto che sono "cazzate" e che se fossero approvate "se ne andrebbe da TV". Ogni mio commento mi pare superfluo. E) Stai trasformando il MIO POST in una questione personale. Altrove ho scritto che non posso lamentarmi del trattamento "generale" ricevuto da TV, avendo avuto probabilmente il record di aperture, nonostante i comportamenti scorretti. Ma devo lamentarmi della linea generale, e siamo al solito discorso di prima. Non sono così permaloso da sentirmi offese per le battutine infelici di qualche aggregatore. Dai commenti lasciati nel mio post e nelle proposte doveva essere Tocqueville a vergognarsi per avere determinati aggregatori! C'è forse scritto nel post che sono offeso da tizio e caio? No, c'è scritto che non sono soddisfatto della visione paritaria della dicotomia lib-con e dell'evoluzione di TV. Nessuna questione personale. Non capisco sinceramente come tu possa averla dedotta, mentre in altri commento (per esempio da Friedrich) io dica esattamente il contrario. F) Non ho posto la questione in termini "essere liberali o non esserlo". Per me essere libertari non è essere liberali, e questo basta. Ma il resto del post insiste sulla dicotomia lib-con, non avendo io la pretesa di definirmi liberale, dato che lo spreco di questa parola sorpassa quello di gamberetti all'Oyster Bar sulla 42esima. G) Ancora insisti sul rapporto tra me e JimMomo. Per me è uno che fa bene il suo mestiere. Ara il campo come si conviene e raccoglie i frutti. Ma lo ritengo poco brillante e tedioso. Non credo che questo basti a definirlo uno stronzo, come si vorrebbe far credere. Magari dal vivo è persino simpatico, e parlo sempre del blogger, di ciò che scrive e di come si comporta on line, che vuol dire poco e nulla. Tuttavia il 97-98% del post non parla di JimMomo. Mi auguro di non doverlo precisare più. H) Si lascia testamento quando si lascia qualcosa, è lapalissiano. Io l'ho fatto per non sentirmi dire che accusavo e basta. Dubito che ci sarà un discreto coraggio nell'applicare delle poche regole di trasparenza del processo redazionale, che i bloggers chiedono da tempo. Purtroppo si risponde ancora con: tu non sei aggregatore, non puoi capire e non puoi criticare. Oppure: fai l'aggregatore e aiutaci a risolvere i problemi. E' come se un tuo amico si drogasse, tu gli dicessi: non drogarti che ti fa male. E lui ti rispondesse: tu che ne sai se non l'hai provata? Dai, drogati con me così stiamo bene entrambi. Per capire che è una scusa puerile ci vuole poco, vedere che è una scusa generalizzata e pedissequamente usata mi preoccupa. H) senza offesa e strizzandoti il mio occhietto, hai travisato lo spirito del post e mi hai messo in bocca concetti mai espressi o addirittura in contraddizione con le mie affermazioni. Sono basito dal fatto che non si comprenda il punto, che è stato abbondantemente chiarito da Harry ed è esplicitato nei commenti al post (uno in neretto, mio, sintetizza al massimo). Baci.

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