20 settembre 2006

I Senatori salva-vita

Oggi il voto di quattro Senatori a vita ha salvato il Governo dall'andare in minoranza per la seconda volta in due giorni.

Stamattina la seduta era importante, riguardava le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalla Cdl contro il ddl del min. Mastella di sospensione della riforma Castelli.

Si tratta, per inciso, della tangente che ANM e vari organi dell'Ordine dei Magistrati attendono di incassare, a buon diritto, dai loro compagni oggi al Governo.

Nulla di cui stupirsi, quindi, se Palazzo Madama aveva registrato un pienone di presenze proprie delle grandi occasioni, dati i forti rischi di un'altra pericolosa sconfitta.

I Senatori a vita sono stati convocati con urgenza e trascinati in aula affinchè il loro determinante no venisse espresso, anche a costo di causare l'ultimo atto compiuto da questi anziani, sempre meno saggi e dignitosi, Senatori della Repubblica.

Tra loro soltanto Francesco Cossiga si è rifiutato di abdicare al suo alto ruolo istituzionale per non scadere in quello di patetica ruota di scorta di Prodi.

Secondo Cossiga il diritto di voto di cui egli gode non può essere utilizzato quando esso decide prepotentemente le sorti di un governo.

Al contrario Carlo Azeglio Ciampi ha disatteso sia al suo dovere di rappresentante super partes della nazione, sia a quello di coerenza con se stesso.

Egli ha, nei fatti, votato contro la stessa riforma giudiziaria da lui approvata e alla quale, da Presidente della Repubblica, aveva fatto apportare alcune modifiche.

Su questi paradossali bastioni si regge la sopravvivenza dell'Unione a Palazzo Chigi, la sua durata dipende solo dalla coesione e dalla volontà della Casa delle Libertà di proporsi presto come alternativa vera a questo governo, definibile a tutti gli effetti, un pericoloso regime.

Tags: Senatori a vita, Francesco Cossiga, Governo Prodi, Riforma giudiziaria

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