14 settembre 2006

Missione Unifil: l'Italia vota al buio

Cosa si va a fare in Libano? A tutt'oggi non si sa o, più esattamente, sono pochissimi a saperlo. Tra questi pochi non figurano i parlamentari italiani, nè della sedicente maggioranza nè dell'opposizione, che hanno appena votato sì alla missione Leonte. Con queste parole registrate qui, (le sole chiare e inequivocabili della sua relazione) il ministro della Difesa aveva infatti il 6 settembre scorso incredibilmente, ma molto prudentemente, imposto il segreto sulle regole d'ingaggio dei nostri militari. Lo ha imposto, si badi bene, soprattutto alla sua coalizione! E, di questo, i comunisti di Diliberto e di Bertinotti, i Verdi e i sobillatori delle piazze pacifitonte e violente sono decisamente grati al governo perchè si tratta di una finezza che li toglie da un' imbarazzante e scomoda posizione di consapevoli guerrafondai. "...Sono regole robuste..." aveva dichiarato Parisi, nell'intento di rassicurare i suoi alleati, i quali si sono guardati bene dal chiedergli quale sia il significato politico degli inquietanti aggettivi "segrete" e "robuste". Fingono di non aver sentito, mentre nei loro interventi non sono più contemplate le assordanti, ossessionanti e imperiose pretese di conoscere ogni dettaglio degli allegati alla 1701, relativi ai compiti dell'Unifil nella terra degli Hezbollah. Già, la risoluzione 1701, dove, almeno a sentire l'on. Venier del Pdci, è scritto che i caschi blu saranno in Libano per proteggere quel Paese dall'ennesimo tentativo di invasione da parte di Israele (?!?!). E, mentre nelle commissioni Esteri e Difesa tutti (salvo poche defezioni) approvano a scatola chiusa l'invio del nostro contingente nel MO, gli eletti del Parlamento tedesco rifiutano di mettere la testa sotto la sabbia e, in cambio dell'invio delle loro truppe, chiedono di sapere molto di più di quanto non sia stato detto agli altri Parlamenti. Intanto i generali come Pellegrini parlano di licenza di uccidere chiunque, sia i terroristi che gli Israeliani, senza che si capisca in quali circostanze e per quali scopi. In questa missione tutta pace e fratellanza leggiamo inoltre che verranno impiegati i carri armati (da diporto, forse?). L'unica cosa che resta da fare è rinnovare la solidarietà ai nostri soldati che in Iraq e Afghanistan sanno chi è il loro nemico e da dove proviene il pericolo da affrontare, mentre oggi c'è una risoluzione ONU che, con grande ipocrisia e tatticismo, prevede solo non nemici a geometria variabile. Si sparerà sugli amici riottosi o sui civili complici degli amici e custodi delle loro armi?------------------ Tags: , , ,

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