23 ottobre 2006

Capezzone, allora mandiamoli a casa, per favore!

“Presidente Capezzone, nulla da dichiarare prima delle vostre logiche dimissioni?”

E’ la domanda che sorge spontanea a chiunque conosca la lunga, martellante battaglia che i pannelliani ingaggiarono, per primi, contro i protagonisti (rimasti impuniti) dell’affair Telekom Serbia.

S’intitola: “Telekom Serbia---Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?” il libro che raccoglie nomi, date, documenti, testimonianze sullo scandalo politico che ha avuto come protagonisti Prodi, Ciampi, Dini, Fassino, ecc.

Il libro è stato scritto in casa pannelliana, con postfazione dello stesso Pannella ed è stato acquisito agli atti della commissione di inchiesta su questa vicenda che ha dei risvolti a volte grotteschi e a volte tragici.

Quando uscì questo libro Capezzone era lo sconosciuto segretario di Radicali Italiani, Emma Bonino deputata europea con Pannella. Prodi era per tutti loro quel Presidente del Consiglio grazie al quale il dittatore comunista Milosevic aveva incassato miliardi di lire in pieno embargo delle NU. Miliardi spesi dal criminale per finanziare la sua pulizia etnica e potenziare la resistenza alla Comunità internazionale che ne chiedeva la resa.

Oggi Prodi è un amico (pure simpatico, ripete spesso Pannella) e Capezzone, Bonino (Pannella non ce l’ha ancora fatta) indossano i panni istituzionali che tanto agognavano. E con i panni nuovi hanno dovuto adottare un nuovo linguaggio consono alle cariche e allo schieramento che tanto generosamente li ha premiati.

Nuovi panni, nuovo linguaggio, nuovi giudizi politici!

Giudizi da giravolta a 180*che bisogna spacciare in qualche modo per giudizi critici all’attuale governo di sinistra. E’ dura ma le doti dialettiche non mancano di certo ai professionisti del parolaismo pannelliano. Ed ecco che il criticissimo presidente della commissione attività produttive ogni giorno solleva il presidenziale ditino contro la coalizione del Governo di cui fa parte.

Ogni giorno questa creatura di Pannella si conquista spazi nei media scritti e parlati, tra sperticati applausi trasversali, anche quando sembra non udire il maggiore imputato di Telekom Serbia autoassolversi da ogni accusa davanti al Parlamento.

Il giovane presidente non ha trovato nulla di provocatorio nel comportamento del suo capo di Governo, durante quell’audizione a Montecitorio, ma molto da censurare nelle contestazioni dell’opposizione, a suo diire prodottasi in una brutta figuraccia...(?!).

Nulla da dichiarare, quindi, presidente Capezzone, ministro Bonino, in ricordo di tutti quei militanti (ormai li possiamo definire militonti) pannelliani che per anni hanno sfidato l’omertà delle istituzioni, della stampa, di coppie come Bonini e D’Avanzo che lanciarono la pietra per poi nascondere la mano e non mostrarla più su tutto l’affair telekom Serbia?

La finanziaria impazza tra gragnuole di bocciature da ogni parte, dentro e fuori i confini nazionali, ma Capezzone “ammonisce” e abbaia senza mordere.

A chi gli chiede se i radicali della RNP voteranno contro quando, come appare scontato, il Governo presenterà la finanziaria senza le modifiche gentilmente richieste, egli risponde: “... speriamo che ci ascolti e recepisca le nostre proposte...”. Una non risposta che fa stare tranquillo Prodi sul sì di Capezzone e dei suoi compagni.

La commissione parlamentare del segretario dei pannelliani ha già, (come potrebbe essere diversamente?) approvato il terribile decreto allegato alla finanziaria.

E che dire dello scandaloso atteggiamento tenuto dai fedelissimi di Prodi in occasione di una delle pagine più brutte scritte da questo Governo sempre pronto a farsi beffe del Parlamento?

Una risoluzione presentata proprio dagli eletti radicali, votata all’unanimità da tutti i Deputati, viene dichiaratamente ignorata dal Ministro degli Esteri e questo non provoca l’uscita dovuta dalla maggioranza e una mozione di sfiducia a D’Alema, firmata dai sedicenti strenui difensori del diritto e delle regole democratiche, pronti ad immolarsi (prima di entrare a Palazzo Chigi) anche bevendo urina tra le ballerine di Costanzo la domenica pomeriggio.

Sono questi, ma molti altri ancora, gli atti di questa compagine catto-comunista, premiata proprio dal collaborazionismo di Pannella e dei suoi fidatissimi compagni, meritevoli di una risposta conseguente, cioè le dimissioni. Pena l’essere assimilati agli scaldapoltrone assetati di potere di quella coalizione chiamata paradossalmente Unione.

Il punto di vista di Phastidio

Tags: Daniele Capezzone, Governo Prodi, Telekom Serbia, Mozione di sfiducia, Finanziaria, Bonino, Pannella

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