12 ottobre 2006

Drugwipe per tutti

Il Drugwipe rileverebbe tracce dei principi attivi della cannabis, della cocaina, degli oppiacei e degli anfetaminici traspirati sulla superficie della pelle. Si tratta di principi attivi che alterano e condizionano il "normale" stato mentale e comportamentale di chi li assume. Ora, vista la presenza di stati di alterazione del buonsenso comune diffuso a più livelli nella nostra società, non sarebbe positivo e auspicabile individuare il principio attivo che causa l’errata percezione di come dovrebbe essere la vita relazionale in un Paese civile e democratico?

Una volta isolato l’agente chimico, con due striscioline e il reagente di un sofisticatissimo drugwipe, ciascuno di noi potrebbe autotestarsi e scoprire se si trova, magari inconsapevolmente, nel tunnel della dipendenza da giustizialismo, qualunquismo, perbenismo, faciloneria, moralismo da entrata pubblicitaria in salsa Iene offerto a tutti con incantevole infantile goliardìa.

Ci dev’essere una qualche sostanza ipnotica che altera il nostro stato di coscienza civica se ci fa star bene applaudire all’uso del mezzo dell’inganno e della truffa al fine di scoprire un altro inganno. Il fine, si dice, giustifica i mezzi, ma forse mai come in questo caso i mezzi prefigurano il fine! Fare audience e vendere pubblicità sono due onorevolissime missioni del mercato televisivo privato, ma se queste si realizzano sulla pelle (è proprio il caso di dirlo) dei cittadini (soprattutto parlamentari) diventa speculazione un pò criminale.

Si è detto che l’anonimato dei deputati testati è stato garantito, certo, ma qualcuno le riprese e i test li ha effettuati e quel qualcuno non è stato autorizzato da nessuna Procura o comando investigativo. Per un altro aspetto, anzi, quest’anonimato getterà il sospetto su tutti i 630 parlamentari!

Si è detto che i test col drugwipe sono assolutamente precisi, può darsi, anche se si legge qui e anche nel sito degli antiproibizionisti plaudenti dei suoi limiti probatori proprio di fronte alla promulgazione di qualsiasi pena, anche amministrativa.

Si è detto che i deputati si drogano ma poi legiferano contro le droghe, ma di quali deputati parliamo? Logica vedrebbe colui che assume sostanze proibite battersi per la loro legalizzazione. Il caso dell’anziano sen. Colombo, al quale non è stato contestato nessun reato, non è esempio sufficiente a dimostrare un’impunità totale di eventuali eletti scoperti a consumare sostanze di contrabbando. Certo ha ragione chi pensa che la gogna mediatica alla quale fu sottoposto Colombo non è nulla rispetto alla sofferenza del tossicodipendente finito in carcere per pochi grammi di droga, magari leggera.

Ma non saranno dei divi della tv mascherati da vendicatori del popolo tesi a mettere fine alle ingiustizie di questa Nazione, frequentatori degli stessi salotti romani delle loro “vittime”, a far migliorare le cose.

Per ora hanno avuto agio i proibizionisti come Casini o Gasparri di dichiararsi ancora più proibizionisti di quanto già non apparissero.

Il combinato disposto -media-giustizia ingiusta- ha spezzato la vita e la carriera già a troppi personaggi pubblici coinvolti in vicende di droga, senza bisogno di rivedere quei film interpretati dagli odiati nostri Parlamentari.

In quanto alle Iene e al loro maestro Michele Santoro, la smettessero di fare i martiri ogni volta che qualcuno gli sbatte il microfono in faccia. Sottrarsi alle loro telecamere è un diritto che ogni volta viene interpretato malignamente come un’ammissione di colpa e su questi logori mezzucci proprio Santoro sta cercando di rifondare le sue fortune televisive, senza riuscirci peraltro..

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Tags: Politica, Drugwipe, Iene, Tv, Deputati, Antiproibizionisti, Giustizialismo

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