28 ottobre 2006

I due impostori del transgender

Vladimiro Guadagno in arte Vladimir Luxuria è uno dei miracolati della sinistra comunista.

Un fenomeno mediatico nato e cresciuto nel mondo del travestitismo iperesibizionista, confuso tra migliaia di colleghi che hanno potuto, grazie ai palcoscenici sgarrupati di un tempo e a quelli sempre più dorati di oggi, evadere e salvarsi da un destino purtroppo segnato dalla prostituzione, comune a tanti come lui.

Un gay quindi come ce ne sono a centinaia di migliaia che, diversamente dall’on. Franco Grillini (leader incontrastato dell’Arcigay e del movimento gay pci-pds-ds), ha scelto di sedersi tra i banchi della Camera esibendo un look appariscente, appena più sobrio di quello che usa sulle scene..

Oggi provare ancora un sentimento di rispetto per le Istituzioni e i luoghi dove esse hanno sede è diventato un disvalore agli occhi di molti, a cominciare da coloro che ne dovrebbero essere i gelosi e attenti guardiani.

Pertanto se si esprime apprezzamento per il look consono al ruolo e all’ambiente adottato dal su citato Grillini e da un altro gay come Pecoraro Scanio, disapprovando quello dell’on. Guadagno, si viene, senza possibilità di appello, bollati come intolleranti reazionari.

Il rispetto per ciò che è esterno a noi passa solo attraverso quello fondamentale dovuto alla nostra persona e alla nostra dignità, prerogativa che non si compra al supermercato e non la si impone a nessuno, tantomeno a Vladimir Luxuria.

Però l’episodio di ieri, quello dentro i bagni delle signore Deputate di Montecitorio, lascia interdetti coloro che conoscono il significato di certi termini nati nell’universo non eterosessuale e dei quali Guadagno fa un uso improprio.

Il nostro si definisce transgender, che significa essere fuori, al di là, al di sopra delle categorie di genere! Ma poi rivendica il suo essere donna e il diritto di usufruire delle toilette ad esse destinate.

Ma non basta! Dichiara di sentirsi a suo agio solo nei locali igienici frequentati dalle signore e molto in imbarazzo in quelli degli uomini.

Un transgender non può affermare dei gusti sessuali così netti, chiedetelo a Helena Velena, già da tempo spietata accusatrice dell’impostore Vladimir Luxuria.

Ma per un eletto tra i rifondatori dei comunisti che si autodefinisce, senza esserlo, super partes (sessualmente parlando) ce n’è un altro ben più importante che ormai non si finge neppure più transgender (partiticamente parlando) ed è il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti.

La sua gestione di Montecitorio è costellata di episodi di partigianeria verso il suo partito, la sua maggioranza e il suo Governo, per nulla rispettosi dei diritti di tutti gli eletti in Aula.

Inoltre le preziose sale del Palazzo di cui Bertinotti dovrebbe essere custode ospitano spesso e volentieri personaggi no global, filo terroristi, antisemiti che vi fanno echeggiare parole che definire fuori luogo, è solo un eufemismo.

Sarà anche grazie al “compagno presidente”, come lo chiamò Rina Gagliardi, intervistandolo alcune settimane fa per Liberazione, se il tanto contestato nome di Carlo Giuliani entrerà a intitolare una sala che Rifondazione Comunista ha scambiato per sua proprietà privata.

L’unico aspetto transgender che unisce la coppia Luxuria- Bertinotti forse è nell’appartenere al partito che rifonderebbe il comunismo stando in una maggioranza che millanta liberalismo.

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Tags: Politica, Camera dei Deputati, Vladimir Luxuria, Elisabetta Gardini, Fausto Bertinotti, Transgender

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