10 novembre 2006

Il nemico numero uno è stato battuto?

La sconfitta di Bush J. è stata salutata dalla stragrande maggioranza dei politici europei come giusta conseguenza della guerra in Iraq. Va bene, proviamo ad ammetterlo e proviamo pure a congratularci con la politica anti Bush dell’arrogante Chirac. Possiamo spingerci oltre e dire che hanno vinto i milioni di pacifinti in trasferta permanente a lunga gittata, armati di nonviolenza e muniti di caschi, passamontagna, spranghe di ferro e bottiglie Molotov. Ha vinto Bin Laden, ha vinto Ahmadinejad, ha vinto l’Unione, ha vinto Prodi Presidente della Commissione Europea. Hanno vinto Lilli Gruber e Michael Moore! Hanno vinto tutti quelli della guerra sbagliata perchè non c’erano le armi di distruzione di massa. Hanno vinto gli ispettori guidati da Blix. Hanno vinto gli amici europei di Saddam Hussein, anzi, anche se con un piede nella fossa, ha vinto proprio Saddam Hussein! Di certo hanno vinto i terroristi che in queste ultime settimane di campagna elettorale di mid term hanno intensificato le stragi e le uccisioni di soldati americani!

Hanno vinto gli interessi affaristici della Francia colonizzatrice di Africa e Medio Oriente.

Hanno vinto tutti tranne Bush?

Macchè! Secondo gli osservatori della politica americana (ecco cosa ne pensano Christian Rocca e Maurizio Molinari), questa della Casa Bianca non la si può definire vera sconfitta. Come non essere d’accordo almeno riguardo l’Iraq? I Democratici su questo hanno appoggiato il loro Presidente, che da isolazionista si è trovato costretto a passare all’interventismo, caro ai suoi predecessori democratici come Roosevelt o Truman.

Per di più la più grande democrazia del mondo non teme questi spostamenti di equilibri di potere e, condividendo quanto scrive il lucidissimo Phastidio anche su Epistemes, questa maggioranza dei Democratici al Congresso rappresenta un fisiologico invito dall’elettorato americano a “bilanciare gli eccessi” (sempre possibili e spesso presenti), ogni quando esecutivo e legislativo sono in mano allo stesso partito.

A questo punto voltiamo lo sguardo verso Baghdad e, contando i morti del dopoguerra iracheno, ci troviamo costretti a dichiarare che i veri sconfitti sono proprio loro, gli Iracheni!

Sono stati sconfitti e uccisi dall’ignavia e dai meschini interessi di questa Europa. Sono stati sconfitti e uccisi, come lo furono i milioni di ebrei (solo perchè ebrei), come lo furono e ancora lo sono a milioni donne, e uomini, dalla politica del quieto vivere di coloro che non vollero vedere cosa avveniva per mano del nazismo e dell’altra feroce dittatura che fu ed è ancora il comunismo.

Sono morti a migliaia come morirono a centinaia di migliaia i cittadini afghani sotto i cingoli dei carri armati dell’Armata Rossa, mentre, per un intero decennio, l’Europa rimirava il suo ombelico.

Ma di quanti morti dovrà ancora sporcarsi la coscienza degli “impotenti” europei? Per quanto ancora la Grandeur (più correttamente petiteur) francese guiderà il soft power di questa Europa affetta da autolesionismo omicida?

Dovremmo forse, soprattutto noi Italiani, convincerci che le guerre le potranno fare solo i Governi di sinistra, sempre al fianco dei Generali a destra e dei no war a manca.

E per essere pragmatici fino in fondo, stando alla vulgata corrente, dovremmo essere lieti dell’avanzata dei Democratici nelle due Camere americane, perchè se lo scopo dei terroristi di tutto il mondo era di portarli alla vittoria su Bush, ottenuto questo risultato, dovrebbero, conseguentemente, risparmiare la vita di tutti i civili innocenti già entrati nel loro mirino.

Andrea's Version

Tags: Stati Uniti, Elezioni di mid term, George W. Bush, Iraq, Europa

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