12 novembre 2006

Il re libertario è nudo!!

Caro Daw, io non ti esprimo la mia solidarietà, l’ovvio mi causa delle orribili bolle sulla pelle e in questo caso nulla sarebbe più ovvio e scontato per me di un post nel quale mi dichiarassi vicina a te e al tuo iniziale stupore per quanto ti è successo.

Anch’io, come tutti, ho letto molti post su questa vicenda e sono stata tentata dall’impulso di pubblicarne uno a mia volta, ma poi ho preferito aspettare che si calmassero le acque, almeno un pò.

Ora credo di poter dire la mia senza cadere nella superficialità e nel luogocomunismo sui radicali e quello che ne è rimasto.

Provo ad andare con ordine:

a) come tutti sanno Radio Radicale e Radio Radicale.it sono soggetti politici e di partito (Lista Pannella) e in quanto tali godono di finanziamento pubblico, oltre a uno straordinario contributo per le dirette parlamentari in convenzione. In pratica siamo un pò tutti proprietari dell’emittente.

b) anche la licenza pluricitata riconosce il diritto di utilizzo di tutti i file del sito senza obbligo di contropartita.

c) RR non è quindi una radio commerciale che potrebbe subire danni dovuti a quella inottemperanza evidenziata con imperio dal responsabile del sito e che riguarda il mancato link alla fonte.

d) questo soggetto politico si proclama a gran voce “liberale e libertario” e pertanto stride come acciaio sul vetro il suo appellarsi a codicilli burocratici che ne sviliscono ancora di più l’immagine, altro che tutelarla.

E’ evidente che qualcosa è saltato nel “sistema nervoso” dei colonnelli a guardia della salma radicale! L’intento non è stato tanto di zittire (i buoi dalla stalla erano già scappati quando Galli ha pensato di chiudere il portone) il bambino Daw che a gran voce indicava il re nudo, ma quello di esercitare una censura preventiva su future iniziative lesive dell’immagine del caro leader.

Contrariamente a chi ha scritto, con modi e ingenuità diverse, che il potere avrebbe dato alla testa i radicali, credo invece che questa vicenda denunci una debolezza da immoralità politica finalmente affiorata anche al grande pubblico in questo ultimo anno, e la conseguente reazione tipica dei deboli che si appellano alla norma per tentare di salvare ciò che hanno già perduto.

Caro Daw, prima di chiudere, permettimi di aggiungere questa piccola riflessione: secondo me libertario è un termine inscindibile e insito in quello più grande di liberale, pertanto un’orgogliosa liberale come me diffida di tutti coloro che si autodefiniscono libertari (vedi i sinistri comunisti) ma che di liberale non hanno nulla.

Pertanto non riconosco neppure ai pannelliani (troppo psicodipendenti da un leader accentratore e assolutista di tal fatta) un oncia di liberismo autentico. Le scelte politiche suicide di questi mesi lo testimoniano ampiamente.

Un consiglio? Rimetti online “Casa Pannella” integrale e continua a farci ridere grazie al bimb o biricchino che c’è in te.

Tags: Daw, Censura libertaria, Casa Pannella, Radio Radicale

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