3 gennaio 2007

Condannati alla pena...radicale

Oppure no, se imparassimo a conoscere sempre meglio le psicopatologie pannelliane, all’origine del supplizio di Tantalo che ci affligge ormai senza più pause, da mesi, attraverso l’uso massacrante dei soliti noiosi e ripetitivi copioni auto lesionisti, violenti e ricattatori che hanno un solo grande soggetto: il soddisfacimento narcisistico di Marco Pannella!

Per la serie “se lo conosci lo eviti”, ecco il ritratto psicologico, in pillole, di un personaggio disposto anche al suicidio pur di essere costantemente sotto gli adorati riflettori, dai quali è cronicamente psicodipendente.

“Il disturbo narcisistico di personalità è caratterizzato da un quadro pervasivo di grandiosità. Il soggetto ha un senso grandioso di importanza, ha fantasie di illimitato successo, potere, fascino, ecc. Crede di essere “speciale”, unico, richiede eccessiva ammirazione, ha la sensazione che tutto gli sia dovuto, approfitta degli altri per i propri scopi. Usa il ruolo di martire o di vittima per negare la propria aggressività, per controllare gli altri e per sentirsi "speciale".Soffre di proposito, per mantenere un'illusione di controllo e di onnipotenza. Mostra atteggiamenti arroganti o presuntuosi. E’ molto soddisfatto di sé, esibizionistico, vanitoso, arrogante, sprezzante e invadente. E' bisognoso di protagonismo, desideroso di affermarsi ed essere al centro dell'attenzione. Manipola a proprio vantaggio, seduce ed intimidisce. E' poco attento agli stati d'animo degli altri, a cui è sostanzialmente indifferente: ha una "pelledura", che è come uno scudo che lo rende impermeabile agli altri, insensibile. La dimensione dell'apparire è fondamentale (v. il mito di Narciso). Può anche essere molto competitivo, con la finalità di avere riconoscimenti e immediate gratificazioni. Si sente speciale, per cui dà per scontato che gli siano dovuti privilegi e trattamenti particolari e prova rabbia e irritazione quando questo non avviene. Come difese prevalenti usa l'onnipotenza e l'idealizzazione di sé. Per raggiungere il proprio appagamento il soggetto narcisista attua forme di aggressività egosintonica autodiretta: suicidio, automutilazioni...E’ spesso invidioso degli altri o crede che gli altri lo invidino.”

Il soggetto in questione sta vivendo il massimo del godimento psichico grazie al comportamento accondiscendente, ipocrita, velleitario e sterile assunto dai suoi potenti alleati, i quali sono in grado di garantirgli tutta la visibilità di cui non è mai sazio.

Finalmente, per la prima volta, anche i media stranieri (dal triste caso Welby) lo hanno scoperto ed esaltato. Questa sinistra, si sa, non manca di ottime relazioni con i rappresentanti della stampa estera, coi quali frequenta gli stessi salotti romani.

L’incontrollabile euforia da visibilità e da digiuno traspare da ogni performance radiotelevisiva, dove, con le solite trite e ritrite espressioni dialettiche, lancia inutili sfide al mondo e alla “Morte” che, nonostante Prodi, poco si accorgono della sua esistenza; e ancora meno, pur nel martellamento mediatico, se ne accorgono gli italiani, sordi ai patetici appelli a iscriversi ai suoi enti inutili.

Il nostro Narciso ha dimenticato che tutto quello che gli ha permesso di sopravvivere politicamente, fino al giorno dell’abbraccio con colui che chiama “caro Prodi”, lo deve a Silvio Berlusconi.

Ma oggi non conta più per lui quella generosità dell’ex “caro Silvio”, sono altri coloro che ama e che nutrono il suo ipertrofico ego narcisista.

Tags: Marco Pannella, Narcisismo, Psicopatologie, Digiuni

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