17 gennaio 2007

I Volenterosi acchiappanuvole

Si definiscono Volenterosi, parola che ha fatto immediatamente presa nell’immaginario pigro dei media e di alcuni politici di entrambi gli schieramenti.

Orecchiando il termine “willings”, che contraddistinse gli Stati della coalizione impegnata a combattere contro Saddam Hussein, Capezzone aveva lanciato il suo fortunato pay-off, quando l’ultima finanziaria esordiva in Parlamento.

Peccato però che quel “tavolo dei Volenterosi”, proponente modifiche liberaliste alla legge finanziaria (blindata fin dal primo passaggio alle Camere), si chiuse senza ottenere lo stesso successo del suo titolo.

Sembra tuttavia che, nonostante il fiasco, i pionieri del volenterosismo non si siano dati per vinti. La pattuglia si è anzi infoltita e ai primi deputati si sono aggiunti personaggi con nomi di spicco, pronti a combattere uniti la battaglia liberista più coccolata del momento.

A una prima lettura, il manifesto messo on line da Capezzone & co aprirebbe alla speranza anche il cuore liberale più rassegnato alla dura sovietizzazione della società e delle istituzioni italiane, attuata, in questi mesi, dalla sinistra.

Poi però, leggendo più attentamente, si percepisce tutta la velleità dei contenuti del documento, quando si scopre, con grande rammarico, che a nessuno dei Volenterosi sta a cuore la vera priorità da affrontare per salvare il sistema Italia dal suo collasso definitivo e cioè la delegiferazione drastica su tutte le materie di legge che si oppongono alle libertà e alle liberalizzazioni auspicate dai Volenterosi.

E’ così difficile comprendere che solo stracciando le decine di migliaia di pagine zeppe di norme vessatorie, vecchie, nuove, inutili, spesso contraddittorie, non di rado inapplicabili, ma sempre liberticide, si potranno raggiungere quelle riforme liberali di cui il privato cittadino urge, senza dover aggiungere altri nodi ai lacci che lo stato stringe intorno alle sue mani?

Bisogna cancellare i divieti, concentrandosi sul principio della responsabilità individuale, esimendosi dal voler ri-regolamentare le libertà che ne scaturirebbero.

Occorrerebbe agire dimenticando le patetiche liberalizzazioni bersaniane che, per fare un esempio, invece di deregolamentare una banalissima prerogativa personale come quella relativa al reperimento fuori dalle farmacie di alcuni medicinali, hanno, ancora una volta, trattato il cittadino da irresponsabile da tutelare con nuove emanazioni di divieti dirigisti e statalisti.

Abrogare senza legiferare è l’unica via da seguire per un liberale con responsabilità di governo o di opposizione che siano.

Tutto il resto è fuffa, inutile spreco di risorse impegnate per correre dietro le evanescenti nuvole.

Ma per affrontare questa immane impresa, è inutile nasconderselo, ci vogliono dei Duri e dei Coraggiosi, altro che dei Volenterosi.

Tags: Volenterosi, Liberali, Liberalizzazioni

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