23 febbraio 2007

Attenti, Prodi sta violando la Costituzione!

Per dieci mesi l’Italia è vissuta sotto una dittatura della minoranza, ma da domani neppure questa minoranza avrà più diritti perchè il potere assoluto passerà direttamente nelle mani del suo capo.

Se un Quirinale complice approverà, sotto il ricatto e la minaccia del: “O me o morte!”, Romano Prodi assumerà il totale controllo antidemocratico dell’esecutivo!

Solo il dittatore venezuelano Chavez era riuscito a fare peggio, esautorando il suo parlamento, avocandone a sé i poteri.

Ma tuttavia, allo stesso modo, la sottomissione degli alleati dell’Unione all’osservanza muta e supina dei dictat imposti da Prodi provocherà delle gravi ripercussioni sui parlamentari, causando forti limitazioni all’autonomia e alla libertà che il mandato costituzionale affida ai rappresentanti del popolo sovrano.

E questo non varrà solo per gli eletti della maggioranza, costretti a votare qualunque cosa i loro ministri saranno costretti a imporre loro, ma determinerà l’inutilità della presenza di un’opposizione paralizzata da un’esecutivo blindato e castrante.

Chiunque non si renda conto dello scempio che si sta perpetrando ai danni delle residue regole democratiche ancora vigenti nel nostro povero paese, per primo si pensi all’ispiratore di questo vulnus istituzionale, il Presidente della Repubblica, o ha perso il senno o non è mai stato un vero democratico (liberale sarebbe pretendere troppo).

Davvero gli italiani sono caduti sotto uno stato ipnotico tale che impedisce persino all’opposizione di gridare allo scandalo?

Per molto meno e pretestuosamente, il popolo della sinistra ha riempito le piazze alzando il pugno chiuso intorno alle pagine della, mai allora violata, Costituzione.

Non si può accettare, sorridendo o semplicemente ironizzando, questa vergogna, come non si deve tollerare e definire utile gioco democratico la compravendita di senatori e deputati che si è squallidamente aperta tra i partiti, terrorizzati dalla prospettiva di perdere le poltrone e il potere usurpato in tutti questi mesi.

Giorgio Napolitano faccia, per una volta, il garante della Costituzione (sua principale prerogativa) e sciolga le Camere con parole di dura condanna contro chi la Costituzione la sta abolendo.

Tags: Dittatura, Romano Prodi, Costituzione, Parlamento

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