21 febbraio 2007

D'Alema toglie la spina al Governo

E’, come dice Francesco Cossiga, il meglio fico del bigoncio! Non c’è dubbio.

La sua replica, seguita al dibattito generale sulle dichiarazioni della mattina, è stata uno schiaffo all’inadeguatezza dialettica del braccio destro di Prodi, il ministro Parisi.

Le dichiarazioni del min. della Difesa su Vicenza furono esposte nel rispetto coerente dei patti con gli alleati americani e questo gli costò il ridicolo del voto contrario della sua maggioranza e il voto favorevole dell’opposizione.

Ma il fichissimo comunista D’Alema è l’unico uomo politico al mondo (oltre a Lenin, Stalin e successori del Pcus) che si può permettere di appellarsi alla pace e contemporaneamente ordinare di bombardare il Kosovo, per obbedienza non all’art. 11 della Costituzione, nè al Parlamento italiano, nè all’Onu ma solo al presidente degli USA, Bill Clinton!

Baffino tenta, con questi precedenti, di convincere la sua maggioranza antiamericana che mai il suo governo avrebbe partecipato alla guerra in Iraq. Poco gli importa tacere che neppure il precedente governo vi abbia mai mandato soldati, se non dopo la dichiarazione della fine della guerra da parte degli USA!

Ma l’attuale ministro degli esteri deve dimostrare la discontinuità della politica della sua coalizione dal precedente governo di centro-destra, una discontinuità inesistente nella realtà dei fatti.

La continuità dell’Unione ci fu col ritiro dei nostri militari da Nassirjia, già programmato da Berlusconi.

Continuità c’è quando lo stesso D’Alema dichiara che non verrà ritirato il contingente italiano dall’Afghanistan che porterebbe il nostro Paese all’isolamento, anche dai loro amici spagnoli!!!

Continuità c’è sull’ampliamento della base americana di Vicenza, confermata anche questa mattina dallo stesso ministro.

Dopo aver ascoltato il dibattito in aula, D’Alema si è sentito molto rassicurato (colpa della Finocchiaro?) al punto di schernire l’opposizione e, con la sua solita arroganza, disdegnare e respingere la risoluzione salva-governo a prima firma Calderoli!

E’ stato l’unico gesto di vera coerenza e di discontinuità (coi suoi stessi alleati) che però gli è costata la plateale e inequivocabile sconfitta.

Due Senatori a vita non gli hanno dato il voto e i 160 sì indispensabili sono stati solo 158.

Lo psicodramma della coalizione di governo ora continua nel peggiore dei modi!

Ma, come il paradiso, anche l’elettorato può attendere! Il potere prima di tutto.

La crisi è grave ma non è affatto scontato che il Presidente della Repubblica sciolga le Camere e ponga fine all’agonia dei poveri italiani.

Tags: Massimo D'Alema, Governo Prodi, Senato, Politica estera

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