9 aprile 2007

Lacrime di coccodrillo

Ma davvero Daniele Mastrogiacomo crede a quanto scrive qui?

Allora cosa era andato a fare in Afghanistan? Una gita scolastica? Non gli avevano mai raccontato che i feroci Americani non sono quelli che si divertono a fare la guerra ai talebani incompresi e sfortunati ma che, al contrario, sono questi ultimi il pericolo grave che incombe sul popolo afghano?

Nessuno gli aveva mai mostrato le immagini dei sacrifici umani inflitti, a terribile monito, con sgozzamenti e atrocità di ogni genere, alla popolazione, bambini compresi?

Nessuno gli aveva spiegato con quale e quanto fanatismo cieco gli studenti del Corano avevano gestito il potere? Non sapeva Mastrogiacomo del clima di terrore e di morte che avevano diffuso in pochissimi anni in quel paese?

Tutti sapevano, tranne costui, che i Talebani e Al Qaida avevano trasformato il territorio afghano nel più vasto campo di addestramento terrorista del fondamentalismo islamico proveniente da tutto il mondo!

Ma di quali patti si lamenta? Patti con chi? Con degli assassini che era andato a cercare per darcene un’immagine distorta e funzionale all’antiamericanismo dei suoi lettori, alimentato e sponsorizzato anche dal missionario comunista Gino Strada?

Questo articolo non è vergognoso?

Scrive l’inviato del faziosissimo Repubblica, parlando dello sgozzamento del povero Adjmal: “...un omicidio che non ha nessuna spiegazione.”

Per far capire a Mastrogiacomo che i talebani sono degli assassini senza scrupoli è dovuto morire massacrato un suo collega giornalista?

Le migliaia di persone inermi uccise dalla brutalità di questi barbari, dal momento in cui sono apparsi sulla scena, non sono stati sufficiente prova per il giornalista (che poteva risparmiarsi e risparmiarci lo strazio del suo sequestro) della giustezza della guerra che l’occidente sta combattendo contro di loro?

Avevamo noi bisogno che un presuntuoso mettesse a repentaglio la sicurezza della nostra nazione, le alleanze internazionali, il governo afghano, perchè lui sì che avrebbe raccontato la verità della guerra in Afghanistan?

Aver previsto quanto sarebbe accaduto, chiaro a chiunque dotato di grano salis, e dedicarsi ad altre attività, magari in casa propria, non sarebbe stato meglio per tutti?

Ma no, d’altronde gli amici Talebani sono quelli coi quali bisogna discutere, guardandosi negli occhi con fiducia, intorno a un tavolo, nella beatitudine di una conferenza di pace, come vorrebbero i compagni di Mastrogiacomo che governano l’Italia.

Ma davvero nessuno vuol chiedere scusa per tutti i danni causati dalle velleità di un cronista che inseguiva lo scoop della settimana?

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Tags: Daniele Mastrogiacomo, Adjmal, Talebani, Guerra, Afghanistan

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