25 aprile 2007

Lacrime e sangue

Sono i liquidi organici che i post-, ex-, vetero-, pro- o semplicemente antropologicamente comunisti hanno versato e continuano a versare copiosamente.

I comunisti hanno il cuore tenero. Anche quando massacrano milioni di innocenti lo fanno piangendo perchè obbligati per il bene del proletariato.

La storia, ancora quasi tutta da conoscere, ci dice che essi, si chiamassero Mao, Lenin, Stalin o Togliatti, dopo aver ordinato una strage contro il loro stesso popolo o aver commissionato l’eliminazione fisica di un avversario di partito, bagnavano i loro discorsi con calde lacrime di cordoglio.

In parte questa è ancora quotidianità per troppi popoli oppressi da questi duri regimi e a questa quotidianità guardano ancora, nonostante tutto, molti leader e militanti degli orgogliosi partiti comunisti italiani, i cui cuori palpitano fideisticamente e costantemente commossi per la falce e martello, le bandiere rosse e l’Internazionale.

Quante sono le lacrime sparse dai comunisti! Immensamente di più sono però quelle che han fatto piangere a un numero incalcolabile di milioni di innocenti.

Proprio oggi dobbiamo ringraziare ben altra qualità di lacrime e di sangue, versati da centinaia di migliaia di ragazzi tanto generosi e tanto diversi da noi ai quali dobbiamo se, come italiani, non finimmo, dopo essere stati liberati dal nazismo e dal fascismo, stritolati dal comunismo.

Tutto sommato è grazie a quei giovani soldati anglo-americani che oggi. pur vivendo noi in un regime da socialismo reale, godiamo tuttavia di alcune regole democratiche che, fino ad ora, ci hanno preservati dal perdere le nostre preziose libertà fondamentali.

Certo non è rassicurante quanto sta succedendo nelle istituzioni italiane e la sovietizzazione dei media ne è un effetto inquietante.

Un esempio è proprio di questi giorni, nell’abuso indiscriminato che ogni media di regime ha perpetrato per tenere sotto pressione il povero cittadino in vista dei congressi dei partiti di governo.

Ci hanno sfiancati per settimane, con martellante grancassa scritta e parlata, senza rispetto per le orecchie e per l’intelligenza di noi poveri stampa-radio-teleutenti.

A qualsiasi ora del giorno e della notte il PD ci veniva somministrato a dosi massicce e indigeribili e, chissà per quanto, pasteggeremo con le immagini dei giochi di passione e di potere di cui non ci importa nulla.

Ma torniamo alle lacrime dei comunisti e alla loro interpretazione.

I comunisti piangono ogni volta che cambiano nome ai loro simboli; i comunisti si separano sempre tra le lacrime; i comunisti si ricostituiscono con altri nomi e altre formazioni piangendo a dirotto; i comunisti sono viscerali, psicodipendenti e prigionieri di un’ideologia che non vogliono accettare per morta.

La Bolognina di Occhetto fu una valle di lacrime e l’ondata lacrimogena per mesi arrossò gli occhi degli iscritti, simpatizzanti e militanti del Pci, l'agnello sacrificale di allora.

Ultimamente ha pianto Fassino, ha pianto Mussi, hanno pianto in centinaia i delegati presenti al congresso di Firenze, l’altare dove i DS hanno poggiato il capo per il sacrificio estremo.

Da quel momento nel dividersi, ogni giorno, i comunisti si straziano il cuore nelle migliaia di sezioni diessine, case del popolo, società operaie, coop rosse, segreterie provinciali, sale congressuali e soprattutto nelle tesorerie dell’immenso patrimonio immobiliare, finanziario e industriale del più grande partito azienda dell’Occidente.

Ma anche questa volta i comunisti ne usciranno bene, hanno dalla loro tutto il potere più o meno palese che li sostiene e a noi non resta che stare a guardare.

Infine rimane solo una riflessione ed è questa: la politica la si fa con tutta la passione che ciascuno ha, ma quando ci si identifica nel partito fino ad interiorizzarlo alla stregua di una mamma per la quale si soffre e si combatte ciecamente, allora qualcosa di malato c’è.

Buona liberazione, compagni!

Tags: Liberazione, Comunismo

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