19 maggio 2007

I ladri di Pisa

Silvio Berlusconi li vede così ed è indubbio che così agiscono i componenti dell’attuale maggioranza.

Li vediamo tutti mentre litigano davanti alle telecamere per meglio continuare a rubare insieme da dentro le stanze chiuse del potere, convinti di non destare sospetti.

E allora, appurata e non da oggi, questa verità, ci chiediamo: qual’è la strategia politica che si appresta a mettere in atto il leader della Cdl?

Un giorno dopo l’altro questa maggioranza incassa risultati che vanno contro l’interesse generale del paese e a poco o nulla, è evidente, serve la quotidiana e sterile litanìa sul governo diviso su tutto che ci propina l’opposizione.

Quel governo diviso su tutto è, come i ladri di Pisa appunto, sempre compatto quando si tratta di rapinare le tasche e la tranquillità della gente.

I provvedimenti di legge prodotti da questa politica di sinistra non si possono più definire semplicemente illiberali ma, decisamente, lesivi dei diritti civili e, con gli ultimi provvedimenti in discussione, anche dei nostri diritti politici.

Per celebrare il suo primo anniversario da Presidente del Consiglio, Romano Prodi, biascicando come sempre, ha, per l’ennesima volta, raccontato la favola del buongoverno di legislatura. Durerà fino al 2011 e lo farà grazie a questa opposizione, ha farfugliato sarcasticamente il premier. C’è da credergli, vista l’inefficace pressione della Cdl!

I sondaggi, le piazze e i risultati elettorali recenti sorridono al centrodestra ma, alla luce dei fatti, sembra che la paralisi che l’ha colpita le impedisca di approfittare di questa congiuntura favorevole. Un fantasma si aggira tra Montecitorio e Palazzo Madama, forse si chiama legge elettorale.

E di questo che hanno paura i partiti? Sembrerebbe di sì e di questa paura si fa scudo l’attuale maggioranza.

Silvio Berlusconi, in solitudine, si ostina a suggerire (ma il premio di maggioranza al Senato è modificabile?) le soluzioni più indolori e immediate, affinché la sua legge sia marginalmente emendata e si possa andare al più presto al voto.

Ma troppe sono le posizioni, le strumentalizzazioni, le paure, troppi gli opportunismi e i veti incrociati che impediranno agli elettori di tornare alle urne in tempi brevi.

E nel frattempo?

Nel frattempo questo governo approva disegni di legge a raffica (104 in un anno, dei quali solo 10 convertiti in legge dal Parlamento), per tacere dei decreti legge che stanno esautorando le Camere del loro ruolo costituzionale.

Nel caos normativo nel quale, senza pietà e rispetto, sono stati gettati gli italiani, piovono controriforme alle leggi berlusconiane con vorticosi cambi di disposizioni e aumenti di oneri che lasciano disorientato il tartassatissimo uomo della strada.

I ladri di Pisa si spartiscono il bottino, convinti quindi di farla franca e, mentre raccolgono i frutti del lavoro del precedente esecutivo (sfortunato come mai nessun ma che vanta, tra l’altro, l’aumento del gettito fiscale, accenni di risanamento dei conti, interventi positivi sulla sicurezza, ecc.), si pavoneggiano con le penne del nemico.

Solo se costretti dalle circostanze, come è avvenuto col ministro dell’Interno Amato, ammettono che il tanto dileggiato poliziotto di quartiere, per fare un esempio, istituito dalla Cdl, si è confermato una garanzia di sicurezza di prossimità e, pertanto, messe da parte le ideologie ostruzionistiche, verrà incrementata la sua presenza ovunque possibile.

Peccato che questa prova di buonsenso sia già vanificata dall’aumento dei crimini a seguito dell’indulto.

A questo proposito ci sarebbe da inorridire ricordando che dei sedicenti liberali abbiano potuto volere questo arcaico provvedimento di grazia in uso sotto il dominio assoluto dei monarchi e dei dittatori,che riempivano e svuotavano le galere a loro grazioso piacimento; gli stessi sedicenti liberali che, storcendo un pò il nasino, da dentro il CDM, sostengono la controriforma Mastella, i cui relatori e redattori sono gli stessi magistrati eletti nel centrosinistra.

I ladri di Pisa si apprestano a scardinare le ultime resistenze del servizio pubblico televisivo ma questa volta non si accontenteranno di introdursi nel palazzo coi simboli dei loro partiti ma chiameranno a diffondere via etere, via satellite o via terrestre, il concentrato di quell’egemonia culturale che tanto ha formato la loro amatissima società civile, proprio i rappresentanti del popolo di sinistra che la compone.

Quella fondazione, minacciata nella riforma del rosso margheritino Gentiloni, vedrà premiati tutti gli enti e le associazioni (vedi università e consumatori) che tanto si sono spesi in campagna elettorale per la vittoria dell’Unione.

Questa riforma della Rai, unita al contratto di servizio approvato poche settimane fa, ampierà e consoliderà la gestione sovietica del servizio pubblico.

I costi di questa gestione lieviteranno in modo vertiginoso a causa del moltiplicarsi di consiglieri di amministrazione previsti nello scorporo dell’azienda, già spezzettata all’inverosimile per piazzare gli amici e gli amici degli amici.

E che dire del lugubre progetto sul conflitto di interessi? Qualunque imprenditore possieda un’impresa da 15 milioni di euro perderà i diritti politici, i diritti cioè più tutelati al mondo, dopo i diritti umani!

Lasciamo un’ultima riflessione prima di chiudere questo prolisso quanto insufficiente post: non si può onestamente giudicare la Casa delle libertà il paradiso dei liberali, né la copia italiana del partito Repubblicano americano, però, dopo quanto abbiamo visto uscire da Palazzo Chigi in questi 12 mesi, non ci pare esagerato implorare Silvio Berlusconi di fare di tutto e di più per mandare a casa l’Unione delle sinistre!

Tags: Silvio Berlusconi, Cdl, Governo Prodi, Unione

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