17 ottobre 2007

Nasce il Partito Democratico, muore un po' la Costituzione

L’art. 49 della Costituzione italiana è forse l’unico autenticamente liberale, fra tutti quelli pensati e scritti dai costituenti.

In un libro folto di norme che regolamentano tutti gli aspetti del vivere civile, fortemente statocentriche, ecco cosa si legge in riferimento ai partiti politici: “Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, punto.

Questo è tutto!

Null’altro è sopraggiunto nel tempo (nonostante molte insidiose proposte di riforma) a modificare e snaturare il dispositivo vigente.

Neppure Marco Pannella e la RNP sono riusciti a trascinare la Corte Costituzionale verso una sentenza che attribuisse ai partiti un potere non previsto dallo statuto repubblicano.

In verità lo sconclusionato Pannella, proprio ultimamente, ha fatto anche di peggio, ricorrendo in giudizio dopo aver subìto un’arbitraria ma legittima esclusione dalle “primarie ” del PD, appellandosi, addirittura, alla giurisprudenza sui bandi di concorso emessi dalle aziende per l’assunzione di manodopera!!!

I tribunali chiamati ad esprimersi hanno, fortunatamente, respinto i ricorsi, in osservanza dell’art. 49, rimasto, ancora una volta, formalmente intatto.

Ma, se è vero che la moneta cattiva scaccia la moneta buona, negli ultimi decenni la prevalente moneta social-statalista della Costituzione italiana ha dato vita a un regime partitocratico potentissimo, unico nell’Europa occidentale, che ha avvelenato ogni settore della vita istituzionale, politica e sociale del paese, annullando la delicata moneta liberale dell’art. 49.

Fino a pochi mesi fa, credevamo che il sistema avesse raggiunto il fondo della sua spregiudicatezza e che fosse arrivato il tempo della riscossa del cittadino contro lo straripamento dei partiti e del loro essersi fatti casta, cultura egemone, stato e parastato, ma sbagliavamo!

Dopo che per quasi cinquant’anni i partiti uniti nell’attuale governo si sono infiltrati ovunque, formando le coscienze di intere classi di intellettuali, imprenditori, sindacalisti, operatori della cultura e dell’informazione. Oggi questi stessi partiti non fanno che raccogliere i frutti di tanto lavoro.

Eccoci quindi giunti al PD e alla morte definitiva del dettato costituzionale!

Sorge il sol dell’avvenire Del Partito democratico imposto, a ogni ora del giorno e della notte, all’attenzione recalcitrante della gente.

Il partito, creatura dei comunisti Michele Salvati, Walter Veltroni (quelli che “mai stati comunisti” benché dirigenti e intellettuali organici al Partito Comunista) e di Paolo Mieli (ex di Lotta Continua), ci viene instillato nel cervello, a mò di goccia cinese, tra squilli di tromba che annunciano l’avvento dell’unico vero liberalismo al mondo, quello di sinistra!

Peccato che in tutta questa operazione politico-mediatica non ci sia neppure una traccia di cultura liberale; primo, perché è illiberale turlupinare la buona fede dei militanti o simpatizzanti, fingendo di chiamarli alla creazione di un partito già deciso e lottizzato, secondo le migliori tradizioni spartitorie del centrosinistra.

Secondo, perché non c’è nulla di liberale nel programma del suo leader dialogante con tutti, democristiani e comunisti, concertazionista, finto liberista e sterile demagogo.

Terzo, perché è illiberale l’occupazione smodata di ogni spazio massmediatico, attuata in barba al buonsenso, al rispetto delle persone, alla pluralità dell’informazione, ma soprattutto scavalcando la quarantanovesima norma della Costituzione.

Con la complicità di un falso garante, un non ancora esistente soggetto politico privato ha preteso e ottenuto il dispiegamento di tutte le forze a disposizione della tv pubblica, impegnandole, fino a notte fonda, a trasmettere il miracolo della natività di qualcosa che rimane una libera associazione di cittadini, cioè un soggetto non riconosciuto se non dai suoi iscritti, dai suoi elettori e simpatizzanti.

Insomma, col sinistramente liberale PD abbiamo assistito increduli allo spettacolo triste della fantapolitica che supera la politica; un partito che non c’è ha battuto in arroganza la già arrogantissima partitocrazia e, concreto e palpabile come l’aria fritta, ha cominciato a governare, senza mandato, sopra le teste dei governanti con poco mandato.

Tags: Partitocrazia, Costituzione, PD

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