21 dicembre 2007

Impiccagioni in Iran pensando all'Italia

Questo è ciò che, in fondo, ci vuol far credere L’Unità, commentando le ultime esecuzioni capitali ordinate dai tribunali teocratici iraniani.

Titola così il quotidiano rimasto ancora comunista: “Teheran contro la moratoria Onu: raffica di impiccagioni”!!

Segue l’articolo ancor più delirante del titolo.

Non è un mistero per nessuno che il voto dell’Onu sulla moratoria alle esecuzioni capitali sia stato il prodotto di un mero, squallido e frenetico scambio di favori tra diplomazie in cambio del voto alla risoluzione, favori che qualcuno ha pagato e continuerà a pagare ancora per un pezzo.

Tanto frastuono per nulla! Un frastuono che si è sentito però solo in Italia, unica nazione a battere la grancassa tra l’indifferenza silente dei mass media globali. L’Iran, al pari degli altri Paesi, non è stato sfiorato affatto da ciò che è avvenuto dentro il Palazzo di Vetro; basterebbe ricordare il discorso beffardo tenutovi da Ahmadinejad sull’argomento, qualche settimana fa. L’Iran non ha mai smesso di massacrare il suo popolo, in nome della giustizia divina, lontano anni luce da ogni riferimento a moratorie simboliche e non vincolanti, come i promotori stessi definiscono quella approvata nei giorni scorsi dall’assemblea dell’Onu.

Il nulla resta sempre nulla però i giornali come L’Unità non possono permettere all’opinione pubblica di continuare a maledire questo “buon governo” (come lo ha definito Furio Colombo) e si battono, senza temere il ridicolo, per dare a quel nulla un senso, una forza e una moralità che non ha.

E così tentano di collegare forzosamente la risoluzione approvata, “vanto immenso” dell’Italia, con l’ultima strage avvenuta a Teheran e dintorni.

Ma, prima o poi, passerà anche questa e i calcoli politici di Prodi, D’Alema e soci, basati sull’idea che gli Italiani siano tutti imbecilli e pronti a ridare una verginità a questa maggioranza per via di un’ipocrita messinscena nella quale si è calata senza nessuna vergogna, si potrebbero rivelare sbagliati.

Anche se (purtroppo) tutto l’arco costituzionale si è improvvisato nonviolento a buon mercato, sono però gli uomini al governo come Vernetti (che fino a pochi mesi fa non voleva neppure sentir parlare di moratoria) a raccogliere il trionfo (tutto casalingo) per questo “successo” fondamentale per l’umanità (quanto un sonnolento sbadiglio).

Ma, per fortuna, lontano dalle vanità delle rane di Fedro, il trend degli Stati che aboliscono la pena di morte continua a crescere mentre i pannelliani tentano goffamente di arrogarsene il merito.

Tags: Iran, Italia, Pena di morte, Moratoria, ONU

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