12 marzo 2006

Umberto Eco il fomentatore chieda scusa ai Milanesi!

Se queste di Umberto Eco non vi appaiono parole gravi e fomentatrici di rivolta, allora proprio non so cos'altro si possa definire istigazione alla violenza: "Siamo di fronte a un appuntamento drammatico. Dal 2001 a oggi l’Italia è precipitata spaventosamente in basso quanto a rispetto delle leggi e della Costituzione, quanto a situazione economica e quanto a prestigio internazionale. Se dovessimo avere altri cinque anni di governo del Polo, rappresentati di fronte al mondo dai Calderoli e dalle ultime leve (appena arruolate in Forza Italia) dei più impenitenti tra i reduci di Salò, il declino del nostro Paese sarebbe inarrestabile e non potremmo forse più risollevarci. Quindi l’appuntamento del 9 aprile è diverso da tutti gli altri ..." -U. Eco- Queste sono le parole d'ordine infuocate che hanno fatto proprie i vandali politicizzati (quelli che non possono aspettare il 9 aprile) che ieri hanno terrorizzato adulti e bambini innocenti (toccante il post di Daw), devastato quartieri, incendiato e distrutto proprietà di povera gente "gravemente colpevole" di possedere un'auto o un motorino; ma soprattutto hanno ferito profondamente le regole democratiche che garantiscono la libera espressione delle idee come previsto dalla Costituzione che costoro (dai tempi dei girotondi di Scalfaro) agitano senza conoscerla e soprattutto senza osservarla. Mentre da ieri sera meditavo su questa degenerazione della lotta politica irresponsabilmente e stupidamente "comandata" dai cosiddetti "intellettuali" della sinistra, non avrei creduto che grazie a The Right Nation mi sarei potuta avvalere della testimonianza scritta di ciò che già in cuore sapevo. Ecco alcune frasi quindi molto esplicative di ciò che intendo: Da Indymedia: "by covo Saturday, Mar. 11, 2006 at 5:36 PM (...) ricordiamo a lor signor che la costituzione italiana vieta l'apologia del fascismo...ma pare che sia tempo che i fasci si candidino alla guida del paese..." " by liberale Saturday, Mar. 11, 2006 at 10:35 PM Ha ragione U. Eco quando sostiene che i nostri governanti hanno lavorato per ipotecare la fragile democrazia italiana. Le prove risiedono nella diffusa condanna dei fatti di oggi a Milano: i passanti avrebbero linciato i ragazzi che manifestavano la loro rabbia contro le autorità che vergognosamente hanno concesso diritto di cittadinanza ai coglioni fascisti ! Se l'Italia fosse un Paese democratico non dovrebbero esserci "autorità" (pagate dai lavoratori) che favoriscono manifestazioni di pazzi fascisti che professano l'abbattimento della democrazia. I giovani antifascisti hanno sbagliato a reagire con la violenza ma la Procura dovrebbe perseguire chi ha proditoriamente autorizzato la sfilata dei neri." Solo due esempi ma rappresentativi di come le menti fragili di questi fanatici "resistenti" possono essere facilmente armate dagli apologeti di un antifascismo sotto forma più di ossessione psicotica che di istanza politica. Quello che ieri Milano ha subito lo deve quindi anche a tutti coloro, Eco in testa, che dai fogliacci deliranti della sinistra "per bene" ogni giorno chiamano i loro "pacifici" lettori a vigilare e lottare contro i fasci alleati di quel "pazzo fascista e mafioso" di Berlusconi. Ma che lo dico a fare? Nessuno oserà alzare lo sguardo irriverente sul "genio" della cultura italiana e pretendere un atto di condanna per ciò che ha innescato. E Prodi? Prodi in questo caso non è preoccupato. Il terrorismo messo in azione dai suoi diretti e indiretti alleati "...non appartiene al nostro concetto di civiltà", questo è quanto ha affermato Romano Prodi e se lo dice lui... -Aggiornamento- Opinione di Camilleri, tratta dal Corsera di oggi 13 marzo.: "... Quanto a Berlusconi,«il suo è un regime strisciante. Non a caso un vero estimatore di Mussolini oggi non vota Fini, vota lui. Non sono d’accordo con l’editoriale di Angelo Panebianco sul Corrier e, l’allarme di Umberto Eco è giustificato: se decidesse di lasciare l’Italia in caso di una nuova vittoria del Cavaliere non lo biasimerei. Io invece resterò: non ho né l’età né la voglia per espatriare. Preferirei rompermi le corna, continuare a dare interviste finché sarà possibile». Rubrichista di Micromega , Camilleri è grande amico dell’ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli..." ---------------- Se non avessimo appena vissuto il terrorismo di piazza a Milano, ci sarebbe anche possibile ridere delle idiozie di Camilleri ma troppi Milanesi stanno ancora soffrendo sulla propria pelle gli effetti delle parole scagliate in libertà e leggerezza da emeriti imbecilli come questo.

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