12 luglio 2006

Grazie Cav, lo dico io al posto dei Norvegesi

Questo simpatico signore si chiama Steinar Larsen ed è il titolare del Museo dello stoccafisso di Å (si chiama così), un piccolissimo centro nell’altrettanto piccola isola di flakstad, nell’arcipelago delle Lofoten. E’ un ex esportatore di merluzzo secco, attività che ha lasciato in mano al figlio per dedicarsi esclusivamente al suo museo e ai numerosi turisti che ogni anno visitano il Norland. Steinar parla bene molte lingue e, un pò in italiano e un pò in norvegese, da qualche anno conversavo con lui per telefono parlando anche di... stoccafisso. Inevitabilmente, durante i nostri non frequentissimi dialoghi, purtroppo dovevo ascoltare le sue amarissime riflessioni su quanto i suoi colleghi esportatori del prezioso prodotto, dovevano subire in Italia. Mi raccontava di tir che cadevano nelle mani armate da pistole di una banda di rapinatori implacabilmente in agguato sull’autostrada nei dintorni di Napoli. Non si dava pace al pensiero che questo clima di terrore perdurasse ormai da una ventina d’anni e la polizia italiana non fosse mai riuscita a sgominare la banda dei rapinatori. Assommando il valore di ogni carico che veniva sequestrato dai banditi, i danni subiti dall’industria principale delle Lofoten appaiono incalcolabili, al punto che nessuna assicurazione era più disposta a coprire i viaggi dei camionisti per il tratto stradale del centro-sud italiano. Dopo un servizio molto duro del tg norvegese sull’argomento, decisi di scrivere questo post e mi piace pensare che portò fortuna sia alla polizia italiana che ai nostri fornitori di pesce, visto che due mesi dopo, la banda dei rapinatori, sotto indagine già dal 2003 (senza evidenti risultati) venne definitivamente catturata! La notizia passò quasi inosservata nei tg italiani, liquidata alla stregua di un qualsiasi fatto di cronaca, mentre si trattava di qualcosa di molto più importante. Era infatti la soluzione di un problema che stava causando pesanti ripercussioni diplomatiche tra il governo norvegese e il governo Berlusconi. Qui e qui la notizia come riportata da due giornali campani. Durante la mia vacanza alle Lofoten sono andata a trovare Steinar nel suo museo dello stoccafisso e gli ho posto la domanda d’obbligo: “Hai visto che la polizia italiana ha arrestato la banda dei tir?” “Oh sì” mi ha risposto “Questo è molto buono per noi! Ora va tutto molto meglio! Quest’anno stiamo vendendo molto più pesce! Sono tanti milioni di corone di più. Ja, molto buono questo, per noi”. Mentre parlava entrando nei dettagli della vicenda, io ripensavo a “Citizen Berlusconi ” (quell’indecente video prodotto in Italia e trasmesso più volte dalla tv di stato norvegese) e all’immagine da dittatore mafioso del capo del governo italiano, arrivata di certo anche in casa del mio amico. Sarebbe stata impresa impossibile, oltrechè inutile,raccontare a Steinar i risultati che quell’orribile uomo descrittogli da Marco Travaglio, Enzo Biagi, Furio Colombo e altri guitti di quella compagnia di giro, ha ottenuto contro la criminalità organizzata. A Steinar e ai suoi connazionali interessa solamente che la lunghissima scia di terrore fatta di infiniti “assalti alle carovane Degli inermi vichinghi” sia stata finalmente interrotta. Se questo sia uno dei meriti di Berlusconi, insieme alla fine di trent’anni di terrorismo brigatista rosso e dei quaranta di latitanza di Provenzano, per esempio,poco o punto gliene cale.

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