6 novembre 2006

Un Congresso non è un reality

Chi per oltre quindici anni abbia partecipato ai congressi, alle direzioni generali, ai comitati nazionali, alle assemblee costituenti, ai coordinamenti di vario tipo sotto il simbolo radicale, pensate che possa rimanere indifferente quando segue un congresso che sconfessa tutto ciò che l’aveva formato politicamente abituandolo al rispetto delle regole democratiche fondamentali per la vita di un partito, ma non solo?

Il V congresso dei Radicali italiani ha sancito la fine, nella forma e nella sostanza, di ogni parvenza di diritto liberale e di rispetto delle regole democratiche interne ed esterne a un partito.

Per la prima volta le cariche sono state decise in modo assolutista e dirigista. Un solo candidato indicato dai leader, una sola mozione generale (neppure sottoscritta dal segretario designato) un solo tesoriere e un solo presidente sottoposti al voto inutile dell’asfittica assemblea umiliata al ruolo di comparsa che vota a comando.

Un congresso virtuale partito prima del 2 novembre, grazie ad Adalberto Signore e al suo scoop sullo psicodramma pannelliano tratto dal web.

Un congresso preceduto da una nomination contro il segretario del partito in stile reality show con designazione per acclamazione mediatica del suo successore.

Che Pannella sia sempre stato, davanti e dietro le quinte, l’artefice del destino di ogni adunanza radicale è noto a tutti, ma questa è la prima volta che questo suo potere lo ha esercitato senza farsi velo neppure più di un regolamento congressuale, agendo secondo i metodi antidemocratici di una sinistra un tempo da lui stesso additata al pubblico disprezzo ma che oggi, divenuta alleata di governo, viene presa a modello nella sua peggiore espressione partitocratica.

E’ stato un congresso stanco, falso, politicamente mediocre, povero di presenze, di idee, di entusiasmo, di confronto, di vitalità, di tutto, tranne che dei media di regime.

Non mi ha appassionata neppure per un momento la diatriba Capezzone Vs Pannella per la sua scontatezza e per il finale che qui avevo già dato per acquisito, come non avrei ritenuto utile ritornare su questo piccolo mondo pannelliano se non fosse per il fatto che la sua stoltezza, in testa Capezzone e Bonino responsabili, ci hanno consegnato il governo più comunista e soffocante della storia europea d’occidente.

Non posso non essere indulgente nei confronti di tanti ragazzini che in Tocqueville scrivono di cose che non capiscono perchè non ne conoscono il valore e la portata politica, ma spesso mi chiedo dove sono coloro che hanno trascorso giorni e notti a dilaniarsi su candidature contrapposte tra personaggi come G. Negri, Aglietta, Rutelli, Bonino, Faccio, Cicciomessere, Teodori, Mellini, Taradash e tantissimi altri, scrivendo mozioni contro mozioni che raccoglievano le firme di centinaia di congressisti presenti e “quasi” sovranamente attivi ed emotivamente partecipi.

Questa è stata un'inutile convention che non sposterà di un millimetro l’assetto politico di questa legislatura ma che è servito, per l’ennesima volta, a liberare Pannella della presenza ingombrante di un rivale più telegenico di lui.

Ricorrenze in Phastidio.net

Tags: Politica, Radicali, V Congresso pannelliano, Capezzone, Pannella

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