6 novembre 2007

Esegeti della domenica

La scorsa settimana i lettori di Repubblica, come quelli della Stampa, saranno rimasti stupiti nel trovare sui loro rispettivi quotidiani gli interventi, in un giorno feriale, di due giganti della prima pagina domenicale.

Quale sarà stata l’emergenza, si saranno chiesti, che ha spinto la coppia a rompere il tradizionale silenzio infrasettimanale? Cosa sarà accaduto di tanto grave nel Paese per gli esimi maitre à pensée del dì di festa? Per capirlo bisognerebbe leggere questo articolo, nel quale per prima a lanciare l’allarme, a denunciare il complotto che tutti vanno ordendo per attentare alle istituzioni è stata lei, Barbara Spinelli. Nella lettera-editoriale “inviata” al suo direttore si legge: “Mai ho visto tanta gente uniformemente invocare la fine di una legislatura, e volontariamente servire il disegno di chi parla di democrazia ma non ne rispetta la regolamentazione.”.

Il giorno dopo è apparso lui, Eugenio Scalfari, pronto ad asciugare il pianto della sua antica pupilla e lo ha fatto scrivendo un articolo come sempre lunghissimo, dal tenore molto scalfariano, insinuante, furbescamente malevolo contro i suoi colleghi-avversari, sordamente fazioso e, in finale, stucchevolmente paterno verso la collega, donna ferita nei sentimenti più intimi; scrive infatti in tono epico: “Ancora ti ricordo quando giovanissima cominciasti a lavorare con Repubblica fin dall’inizio e con noi temprasti i tuoi strumenti professionali, politici ed etici, che hai sempre più affilati col passare degli anni ed ora sono più che mai saldi nelle tue mani.”

Spinelli e Scalfari criticano il direttore della Stampa Giulio Anselmi, si scagliano contro il capo dell’opposizione, contro i sondaggisti e gli opinionisti per ciò che vanno dichiarando da mesi contro questo esecutivo, auspicandone la fine anticipata.

La signora della domenica trova intollerante e anticostituzionale che qualcuno possa delegittimare il suo amato... governo e lo ribadisce più volte in questo “fuori programma” di appassionato e incondizionato appoggio a Romano Prodi (?).

La lettura dei due editoriali ha suscitato in noi alcune amare riflessioni, forse perché non rientriamo nella categoria degli smemorati ma, al contrario, manteniamo viva la memoria di fatti avvenuti, oltretutto, molto di recente.

Allora vorremmo ricordare ai difensori della sovranità popolare (evidentemente solo quella di sinistra) che di ben più gravi forme di delegittimazione si sono macchiati, insieme agli amici, ai compagni e ai colleghi, loro stessi, anziani politologi apparentemente colpiti da una comoda amnesia senile.

Durante i cinque anni del governo Berlusconi (per tacere del biennio ’94-‘95), premiato dal popolo con una maggioranza schiacciante (niente affatto dubbia e risicata come l’attuale), non è passato giorno senza che in qualche mass media del globo, nelle piazze, nei parlamenti italiano ed europeo, negli istituti di cultura dei nostri consolati sparsi per il mondo, ovunque si facesse informazione e spettacolo e persino dentro il palazzo di vetro delle Nazioni Unite, non è passato giorno, dicevamo, senza che il capo del governo, il consiglio dei ministri, il parlamento che lo sosteneva e ciascun cittadino elettore di quell’esecutivo venissero sbeffeggiati e criminalizzati.

Si trattava forse di uso di strumenti impropri?

Nossignori! Esclusivamente di esercizio democratico della libertà di espressione e guai a chiunque si fosse permesso di metterlo in dubbio.

Oggi che neppure un milionesimo dei delegittimatori di allora è all’opera, Barbara Spinelli, spalleggiata da Scalfari, si rende tristemente e paradossalmente colpevole di un attacco vergognoso quanto patetico alla libertà di impresa (sondaggisti), alla libertà di informazione e di opinione e alle libertà della minoranza che, in democrazia, da sempre si oppone con ogni mezzo lecito.

Tutte prerogative sacrosante tutelate dalle leggi ordinarie dalla Costituzione.

Da che pulpito viene la predica, ci verrebbe da dire! Da quello di due quotidiani che furono e sono (Repubblica molto di più) ideologicamente e tenacemente in prima fila nel condurre un decennale linciaggio mediatico entro e oltre confine e che ha gravemente compromesso l’immagine dell’Italia nel mondo!

E’ comunque curioso notare come la coppia Spinelli & Scalfari si esibisca spesso nel ruolo improprio di esegeta, quando della bibbia laica, quando di quella sacra.

Tags: Barbara Spinelli, Eugenio Scalfari, Padoa Schioppa, Costituzione

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