2 agosto 2007

Ossessionati primari

Fino a ieri era Capezzone l’ultima ossessione di Pannella!

Quel compagno Capezzone che non gli vuole restituire la poltrona da presidente!

Ormai l’abbiamo capito tutti: quella poltrona deve tornare nelle disponibilità di Pannella per essere donata a un più meritevole e fedele suo deputato.

Quel posto prestigioso a capo della commissione attività produttive fu un regalo al volenteroso (poi decisionista) ex pannelliano che questi ricevette quando le cose tra lui e l’amoroso leader andavano ancora benino.

Pur se la loro relazione non apparisse già più quella degli inizi, quando Marco lo cercava, lo lodava, lo eleggeva, lo sosteneva contro il rivale Benedetto, (ormai uscito dalle sue grazie per via di certo modo di fare ribelle), “ dopo vinte le elezioni”, col giovane discepolo fu generoso, anche perché si trattava del segretario del partito.

Ora però nel cuore di Marco l’odio ha preso inesorabilmente il posto dell’amore e le recriminazioni e i rancori sono esplosi irrefrenabili contro il malcapitato ex, reo di avergli rubato la scena, diventato addirittura una stella del varietà.

Il telegenico Capezzone se l’è spassata davanti alle telecamere e sui “corrieroni, preferito all’ingombrante, logorroico e televisivamente, inadeguato Pannella.

E pertanto, fino a due giorni fa, non se ne poteva più di accendere RadioRadicale e sentirlo aprire le trasmissioni inveendo contro quel narcisista di Daniele (il bue che dà del cornuto all’asino) e contro quelli che lo difendevano, contro quelli che non lo offendevano, contro quelli che non solidarizzavano, contro quelli che non lo reggevano, contro quelli che non lo capivano.

Tutti i giorni, più volte al giorno, tra una pesante reprimenda e l’altra, il messaggio era: dimettiti e lascia il posto a chi so io!

Ma Capezzone continua ancora a fare orecchie da mercante e oggi può tirare il fiato, un’altra ossessione sta divorando il vecchio Marco: si chiama primarie del Pd!

Nelle sue compulsioni diuturne sono entrate le primarie più improbabili che mente di politico avesse mai potuto escogitare.

Ma tanta è la voglia di ribalta che devasta il vecchio leader che non esistono più nè regole democratiche, né statuti, né rispetto per l’orientamento politico dei quattro gatti iscritti, né coerenza liberale, né buonsenso o almeno senso logico che lo possano chetare.

Pannella, dovesse dichiarare anche un altro sciopero della fame, deve candidarsi ad ogni costo a queste inutili, stupide e antidemocratiche primarie!

Il peggio è che, come quando nel ’94 era convinto di vincere contro Fini nel collegio di Fini, con lo stesso delirio di onnipotenza è ora convinto di battere il segretario in pectore Veltroni!!

Radio Radicale è in fiamme e i redattori, senza dignità e orgoglio, vanno in onda trattando ogni minuto il caso Pannella-primarie, sfidando il senso del ridicolo per quanto invasati e infervorati appaiono. A sentire le sempre più penose rassegne stampa di RR, il mondo sembrerebbe fermo in attesa del verdetto dei probiviri di un partito fantasma che c’è ma non c’è.

Ma c’è un altro personaggio politico che in questa surreale fiction ha dato prova della sua disonestà intellettuale, pensata ai danni di quel popolo di sinistra di cui si sente il migliore interprete: si tratta di Furio Colombo. Prima aveva scritto un manifesto imponente, presentandosi motivatissimo, pronto a seguire l’esempio degli attivissimi candidati delle primarie americane, disposto a dare tutto se stesso per la causa senza risparmiarsi, appellandosi a tutti i compagni di buona volontà affinchè lo sostenessero nella sua candidatura a segretario del Pd.

L’annuncio urbi et orbi lo aveva fatto dal balcone del suo giornale, cercando e riuscendo a nascondere ai suoi estimatori il piccolo dettaglio consistente nella sua totale indisponibilità al compito assunto,ma, siccome a qualcuno toccava fare questa patetica parte dello sfidante di Veltroni, il senatore aveva risposto garibaldinamente: obbedisco!

Per fortuna, come per le primarie di Prodi, dopo le iniziali resistenze da parte dei politici che contano, dopo le manfrine per andare sui giornali e telegiornali, dopo torrenti di parole in libertà, retorica della democrazia diretta, demagogie da baci perugina, offerte al dibattito dei soliti pennivendoli, anche per le veltroniadi si sono candidati altri kamikaze del centrosinistra, permettendo a Colombo di rinunciare, col beneplacito dei tecnici della “giunta” del Pd, alla sua corsa per la segreteria!

Fantastiche le motivazioni che il senatore-giornalista ossessivamente antiberlusconiano ha addotto per spiegare il fallimento della sua raccolta di sottoscrizzioni: “La ragione è che non sono in condizioni, come è noto, di allontanarmi dal senato.”.

Erano tutti colpevolmente consapevoli quindi che il nostrano omologo di Barak Obama stesse vergognosamente barando.

Quanto e, forse, più del gggiovane Mario Adinolfi!

Tags: Marco Pannella, Daniele Capezzone, Furio Colombo, Mario Adinolfi

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