19 novembre 2007

A Montecatini era già tutto previsto

“Io tiro dritto, la mia strategia non cambia.”. Questo l’impegno di Silvio Berlusconi che, concedetecelo, equivale al motto “Chi mi ama mi segua!”, che gli avevamo liberamente affibbiato chiudendo questo post sul dopo Montecatini.

E’ andata come avevamo previsto e ora è ufficiale: l’antipolitico del novantaquattro è tornato. Oggi è un leader molto più forte di prima, perché quello che da piazza San Babila ha lanciato il nuovo partito non è più il Cavaliere frenato (a volte paralizzato) dai cento processi delle procure di Milano e di Palermo, duramente squalificate da tante sentenze assolutorie a favore dell’allora Presidente del Consiglio.

E poi le toghe rosse, come tutti possono notare, hanno ormai fatto carriera nei partiti e, come era prevedibile, oggi occupano ministeri e seggi parlamentari offerti dal loro referente, il centrosinistra.

Neppure questa classe politica è più temibile, screditata e indebolita da scandali, abusi e malgoverno e che, per sopravvivere, dovrà arroccarsi nei palazzi occupati del potere.

Un altro aspetto interessante, tra l’altro, è che il nome Partito popolare italiano della libertà appare voluto in vista dell’iscrizione al gruppo del PPE, segno questo di un progetto studiato e pronto per essere esportato in quel di Strasburgo.

I Circoli della libertà e quelli del Buon governo erano già pronti a tesserarsi, insieme a Forza Italia, al nuovo soggetto politico che, ne siamo certi, guadagnerà adesioni da ogni parte.

Ma ora che il partito della libertà è stato battezzato, speriamo fortemente che il suo leader lo cresca e lo diriga da vero liberale, rafforzandolo di politica e di politici che siano inequivocabilmente ispirati e formati da un sincero e puro liberalismo!

Sarà il solo modo per fare le riforme di cui l’Italia ha urgentissimo bisogno e l’unico per neutralizzare i finti liberali di sinistra, quelli che si autodefiniscono ancora democratici, perché temono di essere giudicati per quello che in realtà sono, degli inguaribili comunisti.

Molti saranno gli ostacoli che i suoi (ex?) alleati gli creeranno nei giorni a venire, per cui, lo affermiamo senza alcuna retorica, il maggior sostegno su cui il Presidente potrà contare sarà quello che gli arriverà dalla gente comune.

Quello che non avrà di certo è l’appoggio dei media quasi al completo; basta leggersi una qualunque rassegna stampa per accorgersi che i violini e le fanfare che hanno sempre accompagnato le evoluzioni del PD di Veltroni stamane tacciono e al loro posto si odono i soliti tromboni della denigrazione impegnati nella bocciatura ideologica del nascituro Partito popolare.

Ecco un post che ci piacerebbe fosse letto come un contributo alla comprensione (senza troppe pretese) delle ultime vicende politiche.

Tags: Silvio Berlusconi, Partito popolare della libertà

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